Vincenzo Salsano

Vincenzo Salsano

Ministri Istituiti

Sabato, 16 Gennaio 2016 19:16 Pubblicato in Parrocchia

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Diaconi

Sabato, 16 Gennaio 2016 19:14 Pubblicato in Parrocchia

Vincenzo Salsano, sposato con Mena Pizzuti. Padre di Michela, Giulia e Fabiana.

• 10 gennaio 2009 Magistero in Scienze Religiose presso l’istituto di Scienze Religiose San Matteo di Salerno.

• Il 29 aprile 2012, è stato istituito "Lettore" da S.E. Monsignor Luigi Moretti.

• Il 13 gennaio 2013, è stato istituito "Accolito" da S.E. Monsignor Luigi Moretti.

Veglia Diocesana Missionari Martiri 2021, chiesa Nostra Signora di Lourdes in Matierno, a cura di don Vi.

Un elenco di nomi,

di fede continua,

di storie e testimonianze,

di lacrime e speranze,

di anime silenti:

innanzi a chi è UCCISO per testimoniare il Cristo Risorto

c'è solo una cosa da fare:

inginocchiarsi e pregare...

Nell’anno 2020, secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, sono stati uccisi nel mondo 20 missionari: 8 sacerdoti, 1 religioso, 3 religiose, 2 seminaristi, 6 laici.

1.    Padre Jozef (Jef) Hollanders, belga, Missionari Oblati di Maria Immacolata (OMI), morto il 12 gennaio in Sudafrica

2.     Augustine Avertse, nigeriano, Laico, morto il 20 gennaio in Nigeria

3.    Michael Nnadi, nigeriano, Seminarista diocesano, morto il 1° febbraio in Nigeria

    Philippe Yarga, burkinabé, Catechista Laico, morto il 16 febbraio in Burkina Faso

5.     Suor Henrietta Alokha, nigeriana, Sisters of the Sacred Heart (SSH) morta il 15 marzo in Nigeria

6.     Suor Lydie Oyanem Nzoughe, gabonese, Religieuses de Sainte Marie morta il 19-20 marzo in Gabon

7.    Don Oscar Juárez, argentino, Diocesano, morto il 15 luglio in Argentina

8.     Don Ricardo Antonio Cortéz, salvadoregno, Sacerdote Diocesano, morto il 7 agosto a El Salvador

9.     Don Nomer de Lumen, filippino, Sacerdote Diocesano morto il 9 settembre nelle Filippine

10.   Don Roberto Malgesini, italiano, Sacerdote Diocesano, morto il 15 settembre in Italia

11.   Lilliam Yunielka,nicaraguense, Laica, Infanzia Missionaria, morta il 15 settembre in Nicaragua

12.   Blanca Marlene González, nicaraguense, Laica, Infanzia Missionaria, morta il 15 settembre in Nicaragua

13.   Bryan José Coronado Zeledon, nicaraguense, Laico, Pastorale Cristo Joven, morto il 15 settembre in Nicaragua

14.   Don Adriano da Silva Barros, brasiliano, Sacerdote Diocesano, morto il 14 ottobre in Brasile

15.   Padre José Manuel de Jesus Ferreira, venezuelano, Dehoniani, morto il 20 ottobre in Venezuela

16.   Rufinus Tigau, indonesiano, Catechista laico, morto il 26 ottobre in Indonesia

17.   Don Jorge Vaudagna, argentino, Sacerdote Diocesano, morto il 27 ottobre in Argentina

18.   Suor Matilda Mulengachonzi, zambiana, Piccole Serve di Maria Immacolata (LSMI), morta il 25 ottobre in Zambia

19.   Fra Leonardo Grasso, italiano, Camilliani di Milano, morto il 5 dicembre in Italia

20.   Zhage Sil, indonesiano, Seminarista diocesano, morto il 24 dicembre in Indonesia

 

Giovedì 24 marzo alle ore 20.00 si è svolta, presso la chiesa Nostra Signora di Lourdes in Matierno, la veglia diocesana per i missionari martiri presieduta da Monsignor Andrea Bellandi Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, con la partecipazione del direttore dell'Ufficio Diocesano Missionario don Umberto D'Incecco, dei padri saveriani di Salerno e di don Marco Raimondo, che ha aperto le porte e il cuore della propria comunità alla realizzazione di questo momento di intensa preghiera.

Essenziali e preziose le parole con le quali monsignor Bellandi ha introdotto la veglia, esortando il popolo di Dio presente a essere missionario anche senza dover necessariamente volare lontano e andare in terra straniera: "Essere missionari molte volte significa esserlo già qui: in casa, in famiglia, sul lavoro e ovunque ci siano relazioni che implicano un coinvolgimento emotivo, ovunque ci siano occhi che si incontrano".

La veglia è iniziata con una preghiera introduttiva e proseguita con la lettura del passo del Vangelo di Luca (Lc 10, 25-37) dopo il quale Monsignor Bellandi ha ricalcato l'importanza della centralità del messaggio cristiano e missionario così come già scritto da Papa Francesco nell’Enciclica “Fratelli tutti”, pubblicata il 3 ottobre 2020.  "[...] Guardiamo il modello del buon samaritano. È un testo che ci invita a far risorgere la nostra vocazione di cittadini del nostro Paese e del mondo intero, costruttori di un nuovo legame sociale. È un richiamo sempre nuovo, benché sia scritto come legge fondamentale del nostro essere: che la società si incammini verso il perseguimento del bene comune e, a partire da questa finalità, ricostruisca sempre nuovamente il suo ordine politico e sociale, il suo tessuto di relazioni, il suo progetto umano" [...] Vivere indifferenti davanti al dolore non è una scelta possibile; non possiamo lasciare che qualcuno rimanga “ai margini della vita”. Questo ci deve indignare, fino a farci scendere dalla nostra serenità per sconvolgerci con la sofferenza umana. Questo è dignità”.

Particolare toccante della veglia è stata l'accensione e la posa ai piedi dell'altare di cinque ceri missionari portati da un sacerdote, dai genitori di Pietro Rossini, da una nonna, da un giovane della comunità e da un operatore socio sanitario.

La veglia è proseguita con la testimonianza del nostro Pietro Rossini da Boston che con un video messaggio ha voluto sottolineare l'importanza della fede e dell'amore verso l'altro in questo particolare momento pandemico mondiale.

La sua voce ha riscaldato il cuore dei presenti, tra i quali quello di nonna Vincenza emozionata ma felice. 

Insieme ai familiari del nostro Pietro era presente tutta la famiglia del gruppo missionario parrocchiale che ha curato insieme ad alcuni giovani della nostra comunità tutta l'organizzazione della veglia che è stata ben armonizzata dal canto della schola cantorum parrocchiale.

Un ringraziamento particolare al servizio d'ordine parrocchiale e a tutti coloro i quali si sono spesi per questo momento di riflessione e preghiera e in diretta con tutta l'Arcidiocesi grazie al collegamento con il sito missionario diocesano.

 Di seguito le foto scattate per noi da Rosita Rago 

 

 

Prima della veglia il nostro Arcivescovo ha voluto visitare il deposito della Caritas Zonale dove da poco si era conclusa la distribuzione mensile di aiuto alle circa 300 famiglie iscritte e divise tra Matierno-Cappelle-Pastorano, Fratte, Brignano e Ogliara.

Ma questa è un'altra storia di ordinaria missionarietà...

 

Tamponiamo il COVID, vincendo insane paure

Martedì, 09 Marzo 2021 09:09 Pubblicato in Ultime notizie

Matierno 8 Marzo 2021, consegna voucher gratuiti test rapido covid 19.  Ha avuto inizio oggi la consegna gratuita dei 100 voucher messi a disposizione della nostra comunità di Pastorano-Cappelle-Matierno dagli amici dei club Rotary di Salerno Est, Club Salerno a.f.194 e del club distretto 2100-Italia, "Il Rotary crea Opportunità", con il patrocinio: Comune di Salerno, Croce Rossa Italiana, Opera, Maco dental care e 50&piU'.

Detta così la notizia andrebbe a soddisfare una cronaca scarna, essenziale e che visti i tempi in cui viviamo sarebbe da annoverare tra le tante iniziative benefiche a favore di una fascia di popolazione maggiormente colpita dalla crisi economica di questa pandemia.

Si, in parte è vero, ma quest'iniziativa deve andare a soddisfare e risolvere in tutto o in parte anche due pecche insite nella nostra natura umana che a volte non consideriamo, o peggio ancora coltiviamo con insane teorie.

L'ignorare volutamente e l'anelito di onnipotenza.

Da una parte il dubbio volontario, il voler ignorare volontariamente la malattia per la paura di scoprirsi "positivo" che in questo caso ci porta all'essere  segnato dall'isolamento, dall'essere additato, dalla paura di sentirsi prigioniero di un sistema non all'altezza delle proprie aspettative. Il rifiuto verso la diagnostica in questo caso, non aiuta il naturale decorso della malattia verso esiti positivi per la persona.  Il dubbio molte volte è fomentato, direi quasi giustificato, dall'aspetto economico: il non poter/voler  spendere per non diagnosticarsi un esito che porterebbe a perdere l'unica fonte di reddito, in caso di lavoratore "a nero", che sostiene molti nuclei familiari della nostra comunuità. 

L'anelito di onnipotenza invece fa si che la persona si consideri al di sopra di ogni umana miseria: nulla può colpirmi!  Io non ho mai avuto nulla, non sono in sovrappeso, sono giovane... 

Quante volte si sentono questi deliri che pongono un velo spesso di ignoranza a un principio elementare, che questa pandemia comporta, ossia:  l'essere positivo asintomatico, il diventare una sorta di antenna trasmittente capace di raggiungere le persone più deboli.  Un'onnipotenza che come sempre non pone al centro l'altro ma solo il proprio mondo, le proprie debolezze e paure.

L'iniziativa va a sollecitare anche queste persone che hanno bisogno di una spinta, di un invito, di una spiegazione affinchè si esca dall'io per approdare al noi.

Del resto questa pandemia dovrebbe insegnare proprio questo, non si è soli, non si è mai totalmente sapienti e sopratutto non si possono ricercare aneliti di onnipotenza a discapito dei deboli.

Per tutte queste considerazioni ci sentiamo di ringraziare tutti i club Rotary che hanno voluto questa iniziativa che non deve  e non puo fermarsi al semplice "tamponamento" ma come fatto in questi giorni nella nostra comunità deve educare al buon vivere tutti coloro i quali cercano una strada migliore per arrivare alla meta prefissata.   

                    

UN CALDO ABBRACCIO PER NON SENTIRSI SOLI

Mercoledì, 16 Dicembre 2020 18:02 Pubblicato in Ultime notizie

Caritas parrocchiale Matierno-Cappelle-Pastorano 15 e 16 Dicembre 2021.  “Una calda coperta per abbracciare i vostri cuori”.  Il caldo abbraccio che tutti vorrebbero ricevere in questi mesi…dove la solitudine colora di grigio la gioia della vita… con la paura dell'ignoto… dell'invisibile… di una mano arida che ti strappa gli affetti.

Tenendo nella mente le voci di tanti di voi che stanno vivendo questi momenti tristi, sospesi tra un colore regionale e un DPCM, tra la forzata solitudine e la malinconica attesa. 

Come Caritas parrocchiale oltre al bisogno primario di ognuno abbiamo cercato di dare un segnale, piccolo ma intenso, caldo e colorato, insolito e insperato.

Il sogno era di coinvolgere tutti e dobbiamo dire che è stato un sogno dal risveglio felice.

Da un lato coinvolgere la comunità a donare (per onor del vero abbiamo giocato facile visto che tutti i nostri fedeli sono felici nel donare ogni mese durante la messa della carità) e dall’altro lato dare un segnale forte di affetto, vicinanza, fraternità a chi in questo periodo vive un momento di bisogno.

Per questo nel mese di Novembre abbiamo lanciato l'appello alla nostra comunità di comprare coperte in pile da regalare a chi di solito arriva al nostro centro d'ascolto.

Piano piano i cesti posti ai piedi dell’altare della chiesa Nostra Signora di Lourdes in Matierno si sono riempiti di “pile” variopinti. Chi non ha potuto fisicamente donare lo ha fatto con donazioni in denaro o con la semplice promessa di un “darò il mio, appena esco dalla quarantena”…

Così questa favola ha avuto il suo dolce epilogo tra martedì 15 e mercoledì 16, quando durante la consueta distribuzione degli aiuti alimentari, i nostri amici hanno ricevuto un caldo e colorato abbraccio.  Un colorato sentimento di accoglienza e di vicinanza.

Ovviamente noi volontari abbiamo “SOLO” consegnato quanto da voi “DONATO”, e quest’articolo è solo per ringraziarvi.

La solidarietà è fatta di piccoli gesti d’amore che fanno crescere il cuore mettendo alla porta tutto ciò che di negativo a volte avvolge il nostro essere cristiani di facciata.

 

Ripartiamo da... un segno che unisce

Giovedì, 24 Settembre 2020 07:27 Pubblicato in Ultime notizie

Matierno 23 Settembre 2020. A cura di don Vi.   "Da quando internet è stato disponibile, la Chiesa ha sempre cercato di promuoverne l’uso a servizio dell’incontro tra le persone e della solidarietà tra tutti. Con questo Messaggio vorrei invitarvi ancora una volta a riflettere sul fondamento e l’importanza del nostro essere-in-relazione e a riscoprire, nella vastità delle sfide dell’attuale contesto comunicativo, il desiderio dell’uomo che non vuole rimanere nella propria solitudine. Dal Messaggio di papa Francesco per la 53ma giornata delle comunicazioni sociali “Siamo membra gli uni degli altri” (Ef 4,25). 2019].

Un Tao disegnato su cartoncino, con sopra scritto: "Un segno che unisce", tagliato in due, dove ogni metà ricerca l'altra parte di sè per diventare un'unica realtà, così come le nostre preghiere.  In tal modo il singolo diventa coppia, con l'intento di pregare insieme grazie ai mezzi della comunicazione sociale.

Questo il simbolo scelto quest'anno da don Marco Raimondo per la festa della comunità sotto la benedizione di san Pio, durante la celebrazione Eucaristica nella festa liturgica del Santo da Pietrelcina, ricca di segni, simboli e preghiera, iniziata con la recita del santo rosario e terminata con la lettura del transito del santo con le stimmate.

Durante la celebrazione eucaristica sono stati benedetti i ministri straordinari della comunione che andranno a lenire le sofferenze dei nostri ammalati.  A loro è stata donata una statua di san Pio a testimonianza del loro impegno e della loro sequela con il San Pio.

Un pensiero speciale durante l'omelia a tutti i componenti dei gruppi parrocchiali ricordando che nella comunità non esistono nè cariche e nè onorificenze, ma seguendo la linea del presbiterio, solo lavoro silente e preghiera orante per soddisfare in pieno il Vangelo che tutti dobbiamo seguire e professare.  A tutti gli ammalati la carezza della preghiera e la gioia della condivisione, così come alle famiglie della nostra comunità, ai giovani e a tutti coloro che ogni settimana bussano al nostro centro di ascolto.

Don Marco ha presentato alla comunità anche il gruppo "Sollievo della sofferenza", come si evince dalla foto di copertina, un gruppo virtuale, dove i raggi della speranza e dell'Amore sono alimentati dai nomi di battesimo dei nostri ammalati.  Ad ognuno di loro, con una statuetta di san Pio a loro dedicata (vedi album foto ndr), sarà chiesto di pregare per le intenzioni della comunità, in modo che anche nelle assenze delle sofferenze, possano sentirsi parte integrante e attiva della comunità e pregare per tutti noi.

Noi ripartiamo... ma non ci siamo mai fermati, grazie ai segni che uniscono e ai gesti che leniscono le sofferenze di chi è nel bisogno.

 Di seguito le foto scattate per noi da Rosita Rago.

 

 

 

Sicurezza italica

Martedì, 02 Giugno 2020 09:03 Pubblicato in Ultime notizie

Matierno Pastorano Cappelle maggio 2020.  Non siamo abituati, non possiamo stare lontani, non riusciamo a rimanere freddi nei sentimenti, solo perchè nel nostro DNA esiste la cultura dell'abbraccio, quello che ti fa sentire bene e accolto e le giuste norme per il distanziamento sociale per prevenire il COVID -19 sono per noi uomini e donne ITALICI un argomento difficile da accettare.  Detto questo è pur vero che noi uomini e donne ITALICI siamo ligi al dovere e all'obbedienza e con coscienza serena ci adeguiamo.  Così anche le nostre celebrazioni sono votate alla sicurezza e al rispetto per la propria e l'altrui salute e per questo ringraziamo i tanti volontari che ci aiutano a conseguire tutto ciò.

 

Siamo pieni di misericordia ma la strada per esprimerla in pieno è ancora tanto lunga…

 

Il vento del... cambiamento

Lunedì, 01 Giugno 2020 07:25 Pubblicato in Ultime notizie

Pastorano 31 Maggio 2020, a cura di don Vi.  

Si può aprire ciò che non si può chiudere

Giovedì, 07 Maggio 2020 18:16 Pubblicato in Ultime notizie

Pastorano Cappelle Matierno, 7 Magggio 2020 a cura di don Vi. «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via» (Gv 14,1-4).

E’ stato una sorta di tam tam veloce: “si apre…ecco il 18… evviva Gesù… si apre…ritorniamo…il decreto viva il decreto… la legge degli uomini…”

Per comprendere appieno il vero senso dell'aprire sono andato a leggere sul dizionario il suo significato, bene la parola aprire indica: “Spostare un elemento mobile che impedisce di accedere a un luogo o di vedere all'interno di qualcosa; dischiudere, disserrare: a. la porta, scostando i battenti (anche assol., spec. riferito alla porta di casa); a. la finestra, l'armadio; a. un baule, sollevando il coperchio; a. un cassetto, tirandolo a sé; a. una stanza, scostando i battenti della porta d'ingresso”.

Mi sono chiesto in questi giorni passati, tra una meditazione e una preghiera:

Esiste un elemento mobile che impedisca a noi di accedere a Dio?

Esiste un elemento reale che possa chiudere la porta della fede?

Esistono battenti talmente forti da precludere l’accesso all’Amore?

Esiste un baule particolarmente raro e speciale da racchiudere l’essenza stessa della creazione?

Se amassi le banalità e il populismo risponderei NO!

Ma la banalità e il populismo non sono indice di fede e di carità e questa equazione viene fuori dalle tante omelie di Papa Francesco ascoltate in queste mattine, che lui ha celebrato come sacerdote-diacono figlio della vera carità.

Le chiese sono chiuse quando all’essenza si contrappone l’esteriorità, alla grandezza della ricerca di Dio nell’altro si contrappone la mediocrità della ricerca del nostro io negli occhi dell’altro.  

La chiesa, casa di tutti, rimane chiusa quando invece che la carità si vuole fare propaganda, elencando numeri e volti persi nel vuoto.

No!

La chiesa non è mai stata tanto aperta come in questi giorni, poichè è stata aperta dalla voglia dei bambini di giocare con i propri genitori, forse per la "prima" volta.

La chiesa è stata aperta dalle tante coppie di sposi che hanno stretto i denti e hanno imparato a conoscersi.

La chiesa è stata aperta quando ha fatto “CARITAS”.

La chiesa è stata aperta quando ha pregato con Papa Francesco in una piazza vuota ma piena di volti e storie.

La chiesa è stata aperta quando tutti abbiamo capito che per vincere bisogna essere uniti senza nord-sud-est-ovest.

La chiesa è stata aperta quando abbiamo tutti pianto per i tanti morti: medici, infermieri, uomini e donne, laici o clero.

La chiesa è stata aperta sempre… forse i nostri cuori e la nostra fede un poco di meno, ma la bellezza è che Dio ci ama anche così.

Sicuramente apriremo fisicamente le nostre chiese, ma una domanda spero che vi farete nel vostro cuore: voglio somigliare al Samaritano che scendeva da Gerico o al Fariseo nel tempio?

 


Bollettino Caritas Parrocchiale

In questi giorni molti sono stati i gesti di carità concreta che da molti sono giunti alla nostra Caritas, abbiamo sentito la carezza di tutti voi sui nostri cuori affannati e di questo ringraziamo tutti indistintamente.

Il Comune di Salerno e l'assessorato alle politiche sociali.

La protezione civile.

A chi non vuole essere menzionato.

I tanti fratelli e figli della nostra comunità.

A chi ha tolto da sé per dare agli altri.

Alle "carriole" solidali.

Una menzione particolare, per l’accompagnamento e l’incoraggiamento ricevuto, va agli amici e fratelli del Rotary Est nella persona del presidente Carmine Nobile,  bisogna dire che con loro da tempo si è instaurata un'unità d'intenti molto bella e arricchente, fatta di dialogo, preghiera e solidarietà.  In questi giorni hanno voluto donare alla nostra comunità un sanificatore a spalla elettrico con relativo materiale sanificante con il quale abbiamo messo in sicurezza le nostre chiese.   

Di seguito alcune foto della sanificazione fatta oggi 

Disabilità e chiesa

Mercoledì, 26 Febbraio 2020 12:31 Pubblicato in Ultime notizie

Salerno 25 Febbraio 2020. Disabilità e chiesa incontro con suor Veronica Amata Donatello a cura di Anna Varricchio.   Martedì 25 Febbraio, alle ore 9.30, presso il Seminario Metropolitano “Giovanni Paolo II” in Pontecagnano Faiano si è svolto il ritiro del Clero con un intervento tenuto da Suor Veronica Amata Donatello, responsabile dell’Ufficio nazionale per la Catechesi delle persone disabili.  Il ritiro vista l’importanza del tema è stato aperto anche ai laici, in particolare agli insegnanti di religione e ai catechisti parrocchiali.

Di seguito una breve sintesi dell’incontro. 

Il titolo scelto per la catechesi è stato “la disabilità e la Chiesa”. Una catechesi “toccante”, oltre che interessante, che vedeva la relatrice, suor Veronica, coinvolta in prima persona, perché figlia e sorella di diversamente abili. Dapprima suor Veronica ci ha invitati a considerare che circa il 15% della popolazione è costituita da persone che vivono e sorridono alla vita avendo delle disabilità.  Per nascita o per infortuni sul lavoro… “gente invisibile”, costretta a vivere nella solitudine e considerata “a fatica persona”.  Suor Veronica ha sottolineato che la Chiesa “per essere credibile” è chiamata ad “essere ponte” per includere tali persone nella società.  Essa non deve adeguarsi alla cultura emergente che, come viene definita da Papa Bergoglio, è la “cultura dello scarto”.  E’ questa la sfida che dobbiamo cogliere e vincere.  Suor Veronica si è poi soffermata su 3 tipologie di pregiudizi che fungono da vere e proprie “barriere” per una logica integrazione.

1) IL PREGIUDIZIO COGNITIVO

Il disabile viene visto come “oggetto di cura” non come “soggetto”, non come persona che ha la sua dignità, e la disabilità viene erroneamente intesa come una “colpa, un castigo”. La domanda che il disabile è indotto a porsi è: “che male ho fatto?  Quale è il mio peccato?”.  La sofferenza viene vissuta nella sua accezione negativa, come una maledizione, mentre noi dovremmo vederli come “manifesta opera dell’Amore di Dio”. A lui bisogno lasciare i propri spazi; di sviluppare i talenti; di crescere armoniosamente e serenamente nella fede.  Se consideriamo poi l’ignoranza circa le varie tipologia di disabilità, la situazione non può che complicarsi.

2) IL PREGIUDIZIO RELIGIOSO

Ci sono domande come: “il disabile è un angelo?” Può peccare? Può ricevere i Sacramenti?”  E ancora: “Ha in sé una dimensione spirituale?  E fino a che punto?” Ancora una volta non lo si considera come una persona uguale alle altre.

3) IL PREGIUDIZIO COMUNITARIO

“O tutti o nessuno.” O la Chiesa accoglie tutti o è bene che chiuda.” (Papa Bergoglio).  Noi come Chiesa siamo chiamati ad accogliere tutti; a “stare con…”; “Essere presenza”; “ascoltare  il grido silenzioso di aiuto, di soccorso degli ultimi. E’ quello che ha fatto Gesù. E’ quello che Lui ci indica di fare: “Missione, si, ma partendo dagli ultimi!”

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