Vincenzo Salsano

Vincenzo Salsano

Finale Mission Cup... un calcio al silenzio

Sabato, 27 Ottobre 2018 07:18 Pubblicato in Ultime notizie

Pastorano 25 Ottobre 2018. Un calcio al silenzio, nel segno di monsignor Romero per insegnare ai nostri ragazzi che solo la Verità ci rende liberi e la strada che porta alla santità è ricca di insidie, piena di tranelli, rivestita di falsa umiltà, ma quando si raggiunge la maturità spirituale tutto cambia e ci rivestiamo di luce nuova. 

Questo il messaggio della rinnovata Mission Cup che da anni accompagna grandi e piccoli di varie realtà parrocchiali vicinorie e non a seguire un percorso di fede grazie anche allo sport.  La cronaca delle partite svolte parlano di un sano agonismo, che non è mai sfociato in diverbi grossolani, di partecipazione costante e di qualche piccola mancanza dovuta più alla giovane età degli atleti che a vere e proprie rinunce. 

La finale tra Rufoli e Cappelle ha segnato la conclusione della MIssion Cup 2018. Vincitrice per 4 a 3 il team di Rufoli che con una prova gagliarda lascia il secondo posto ai ragazzi di Cappelle, premiati con la coppa disciplina.

E' stato bello vedere l'oratorio di Pastorano frequentato da famiglie che in tranquillità hanno passato qualche ora serale grazie anche alle buone condizioni metereologiche. 

Di seguito alcuni scatti di Enzo De Martino e Mimmo D'Amore.

Pietro, l'Amore di Cristo ti spinge!

Lunedì, 22 Ottobre 2018 09:37 Pubblicato in Ultime notizie

Di seguito l'intervento integrale del nostro carisssimo Pietro Rossini durante la giornata d'apertura della Mission Cup 2018.

Parma, 11 ottobre 2018

Carissimi amici e amiche della Parrocchia di San Felice, San Giovanni e Madonna di Lourdes, sono molto contento di aver avuto l’occasione di essere in collegamento con voi durante la serata di apertura della Mission Cup 2018. Ricordo la Mission Cup come un evento importante che ha segnato la mia adolescenza in modo permanente. La bellezza di veder riuniti tanti giovani di parrocchie e realtà diverse per condividere insieme un torneo che sa di missionario era qualcosa di insolito per me quando avevo solo 14-15 anni. La Mission Cup era espressione dello spirito missionario che albergava nella nostra comunità, era la punta di un iceberg che sotto sotto, nascondeva molto di più. Prego il Signore che non faccia mai spegnere questo fuoco che ha acceso nelle chiese della nostra parrocchia. Vengo ora a quello che ho cercato di trasmettervi ieri sera: mi è dispiaciuto che per via di problemi tecnici non siamo riusciti a creare una relazione, ma allo stesso modo sono stato contento di poter “essere con voi” in un momento così bello per la nostra comunità. Nel video che avete potuto vedere (per chi non era presente lo trovate al link: https://tinyurl.com/yaykg633) si mostra lo spirito che viviamo come Missionari Saveriani nelle nostre comunità internazionali: il sogno del nostro Fondatore, San Guido Maria Conforti, era quello di “Fare del mondo una sola Famiglia in Cristo”. Proprio questo sogno ci ha portato ad essere presenti in ben 25 paesi diversi e a vivere sempre in comunità interculturali. Quella dove mi trovo attualmente conta 12 studenti e 3 padri, siamo di 6 nazionalità diverse e condividiamo tutto, non solo i beni materiali ma la vita e la quotidianità. Sperimentiamo che quel sogno del nostro Fondatore non era poi così utopico ma si respira già come una realtà visitando qualche nostra casa. Questo rappresenta una sfida per noi oggi, in una società dove la diffidenza, il disprezzo, la paura e se non addirittura l’odio nei confronti del diverso viene proposto continuamente e addirittura sta tentando di diventare legge (vd. Decreto Salvini). Oggi più che mai le nostre comunità internazionali sono testimonianza invece che insieme si può vivere e anzi insieme è meglio! “La paura non è mai una buona consigliera” diceva Sant’Ignazio di Loyola, essa ci porta sempre a ricercare la nostra sicurezza, a chiuderci nel nostro egoismo e così poco a poco moriamo perché come persone noi siamo fatti per essere in relazione e senza di questa, è come se ci venisse a mancare l’aria, basta continuare su questa strada per vederne gli effetti che si riscontrano oggi nella nostra società: tristezza, disperazione, angoscia, depressione… tutto perché ci siamo negati di incontrare l’altro! Tutto per paura che l’altro mi tolga i miei spazi, il mio tempo, le mie abitudini, le mie sicurezze… le mie, le mie, le mie! Finchè usiamo questa parola, “mio”, allora possiamo “dubitare con certezza” che non siamo liberi, perché la vera libertà non è fare ciò che vogliamo ma vivere pienamente quello che siamo! È proprio in quest’incontro con l’altro diverso da me che si comprende chi siamo realmente! Non possiamo conoscere il nostro volto se non ci specchiamo in qualcosa e l’altro diventa lo specchio in cui riconosciamo la nostra identità più profonda! È così che si annuncia il Vangelo! Spesso abbiamo concepito quest’annuncio come qualcosa di unilaterale, ossia soltanto il “missionario” sarebbe colui che ha qualcosa da dare all’altro che viene considerato come “uno che non sa”, “uno a cui manca qualcosa”. Ma la missione oggi non può essere più intesa in questo modo, possiamo dire che la missione non è opera del missionario, ma è azione di Dio stesso: è proprio il risultato di quest’incontro con qualcuno che ha qualcosa da donarmi, anzi che è lui stesso dono per me ed io sono dono per lui. In questo dono reciproco, insieme, incontriamo Dio che è Amore! Questa è la missione! Questo è il cristianesimo! Questa è la nostra fede! Per questo tutto quello che proviene dalla paura, tutto quello che ci porta a ricercare la nostra sicurezza, tutto quello che ci porta a vedere l’altro come un nemico, tutto quello che nega la possibilità di quest’incontro… NON VIENE DA DIO E NON CI RENDE LIBERI, ma schiavi del nostro egoismo che ci porta a vivere in comunità chiuse che non aprendo mai le porte prima o poi rischiano di ammalarsi. In una società che “chiude i porti” e che “costruisce muri” come cristiani siamo chiamati a seguire l’esempio di Gesù, che ha scelto di identificarsi con gli ultimi, i deboli, i poveri e i più fragili della società… guardiamo al Crocifisso e ci accorgeremo che assomiglia di più ad un migrante bagnato e sporco che arriva con un barcone, piuttosto che a un politico profumato che per avere consensi attira le persone a sé gettando odio sui più deboli, su coloro che non hanno voce e non hanno diritti! Noi cristiani dobbiamo essere la loro voce e batterci per i loro diritti! Perché la missione non è soltanto qualcosa di geografico, ma è un movimento interiore che ci porta verso l’altro e così insieme possiamo costruire il Regno di Dio, un Regno che inizia ed è presente già su questa Terra, dove non trovano posto la paura, le ingiustizie, la violenza e la morte! Che la Mission Cup possa essere segno di quest’accoglienza! Ma non solo la Mission Cup, che le nostre comunità diventino segno profetico di un Regno che non segue la logica di questo mondo, un Regno dove tutti possiamo “ballare ciascuno la propria danza”, come dicono i mistici dell’Oriente. Un Regno dove l’unica legge da seguire è l’Amore! Vi ricordo nelle mie preghiere, conto anche sulle vostre, e che Maria Madre di Gesù e Madre nostra possa guidare i nostri passi sui passi di suo Figlio. Buon cammino. Uniti nella preghiera.

Pietro Rossini, sx “L’amore di Cristo ci spinge!” (1Cor 5,14)

Pastorano 21 Ottobre 2018. Domenica passata in chiesa a pregare per i ragazzi della mission cup 2018.  Così come da programma, i vari team dovevano partecipare alla celebrazione eucaristica delle ore 10.00 presso la chiesa di san Felice V.M. e san Giovanni B. in Pastorano. Presenti i ragazzi di Pastorano e del team "a volo a volo" di Cappelle.

Di seguito pubblichiamo la loro risposta alla domanda: "Cosa insegna a noi giovani e al mondo d'oggi S.Oscar Romero?

Pastorano: ""Uno non deve mai amarsi al punto da evitare ogni rischio di morte che la storia gli pone davanti.  Chi cerca in tutti i modi di evitare un simile pericolo, ha già perso la propria vita".  Questa frase di monsignor Oscar Romero ci ha lasciato un insegnamento molto importante: di amare tutto ciò che facciamo e che tutte le difficoltà che troviamo davanti a noi le dobbiamo sconfiggere e continuare a vivere con amore". 

A volo a volo:  "San Oscar Romero non fu un incitatore della lotta di classe e della violenza, ma fu un uomo che cercava la pace e il riconoscimento dei diritti dei più deboli.  San Romero ci insegna a portare sempre con noi e in ogni situazione la parola di Dio, perchè solo essa è fonte di verità, di giustizia e di pace".

I ragazzi hanno scritto anche due intenzioni per la preghiera dei fedeli:

Pastorano: "O Signore dona ai missionari la grazia e la gioia di annunciare e vivere il tuo Vangelo a tutti i popoli; ti preghiamo per i cristiani che vivono in condizioni di difficoltà e persecuzione".

A volo a volo:  "Per i giovani che vivono qui la missione, perchè sappiano testimoniare con responsabilità la parola di vita con scelte coerenti al Vangelo".

Per concludere con l'offertorio dove i ragazzi di Pastorano hanno portato un completino da calcio per simboleggiare l'amore per lo sport e i ragazzi di Cappelle hanno portato cinque ceri simbolo dei cinque continenti uniti in un'unica luce che è Cristo.

Che dire piu? Solo che è stata una splendida giornata vissuta con fede per una grande Mission Cup, complimenti a tutti coloro che hanno dato il proprio aiuto alla realizzazione della manifestazione.

 

 

Mission Cup 2018 nel segno di Monsignor Romero

Lunedì, 08 Ottobre 2018 12:43 Pubblicato in Ultime notizie

Pastorano 9 Ottobre 2018. "La chiesa non può stare zitta" così monsignor Romero evangelizzava il popolo di Dio e nell'anno della sua canonizzazione don Marco Raimondo e tutti i ragazzi dell'oratorio "Via Verità e Vita" vogliono ricordarlo intitolando alla sua memoria il famosissino e antichissimo torneo "Mission Cup" che si svolgerà dal 10 al 25 Ottobre presso il campo di calcetto oratoriale di ultima generazione presso i locali parrocchiali dei Santi Felice e Giovanni B. in Pastorano (SA).

Un torneo che come dice il nome vuole abbattere le barriere delle divisioni e delle incomprensione e gettare un ponte che abbracci le varie realtà parrocchiali di Salerno e dia un segnale forte a chi in questi momenti vive un senso di disagio causato dal colore della pelle, dal credo e dalla militanza politica.

Un torneo di calcetto per i giovani che vogliono testimoniare nella sportività e nell'accoglienza la bellezza e l'attualizzazione del Vangelo.

La prima serata vivrà un momento ricco di gioia in quanto sarà presente, via skype, con don Marco e tutti i protagonisti, il nostro Pietro Rossini che si sta formando per diventare missionario saveriano.

A seguire festa dell'accoglienza, dal gusto tutto latino-americano.

Oltre alle partite di calcetto, tutte in serale, che vedranno impegnate tante squadre della nostra città, ci saranno momenti forti di spiritualità e dibattito.

Il 17 Ottobre sarà proiettato un film su Monsignor Romero, presso il teatro dei locali parrocchiali alle ore 20.00.

Il 19 Ottobre saremo tutti insieme presso la chiesa di san Paolo per la veglia foraniale missionaria sempre alle ore 20.00.

Il 21 Ottobre messa insieme alle ore 10.00, nella chiesa di san Felice V.M. e Giovanni B. in Pastorano.

Chiusura manifestazione il giorno 25 Ottobre con festa finale e premiazione alle ore 20.00. 

 

 

 

 

 

 

W IL CATECHISMO

Lunedì, 08 Ottobre 2018 11:15 Pubblicato in Ultime notizie

 L’educazione è cosa del cuore

“Quante volte ho dovuto persuadermi di questa grande verità. E’ certo più facile irritarsi che pazientare, minacciare un fanciullo, che persuaderlo; direi ancora che è più comodo alla nostra impazienza ed alla nostra superbia castigare quelli che resistono, che correggerli col sopportarli con fermezza e con benignità (...) Difficilmente quando si castiga si conserva quella calma che è necessaria per allontanare ogni dubbio che si opera per far sentire la propria autorità o sfogare la propria passione. (...) Non agitazione nell’animo, non disprezzo negli occhi, non ingiuria sul labbro; ma sentiamo la compassione per il momento, la speranza per l’avvenire, ed allora voi sarete i veri padri e farete una vera correzione. (...) Ricordatevi che l’educazione è cosa del cuore, e che Dio solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce insegna l’arte, e non ce ne mette in mano le chiavi”. (Dall’Epistolario di S. Giovanni Bosco, Torino 1959, 4, 204-205).

Con quest'inciso di don Bosco stretto nel cuore e nella mente abbiamo dato inizio al catechismo e alle attività oratoriali per questo nuovo anno pastorale. 

Sabato a Cappelle

Domenica alle ore 10.00 a Matierno

Domenica alle ore 11.00 a Pastorano

 

Insieme nel "primo" venerdì

Sabato, 06 Ottobre 2018 06:44 Pubblicato in Ultime notizie

Matierno 5 Ottobre 2018.  Guardarsi nello specchio la mattina e scrutare nel viso di ciascuno i tratti della santità che i nostri "santi" terreni hanno cercato di far germogliare nel nostro cuore.

Con questa tematica: "I Santi della porta accanto" ripresa dall'esortazione di Papa Francesco Gaudete et exsultate, don Marco Raimondo ha sviluppato la catechesi del post adorazione del primo venerdì del mese.

Adorazione che ha avuto inizio alle ore 09.00 con la celebrazione delle lodi e che è continuata in modo silente per tutta la giornata.

La catechesi, ricca di segni e di contenuti, ha sollecitato i presenti sulla ricerca interiore di chi è riuscito a scuotere le nostre coscienze nei momenti bui e di far accendere la fiammella della fede.  Chi ha voluto ha scritto il nome del proprio "santo" terreno alla destra di un cartellone preparato per la circostanza da don Marco che riportava dall'altro lato uno specchio, per far si che l'inciso scritto all'inizio dell'articolo, potesse risultare il più reale posssibile. A tutti i partecipanti, a fine giornata, è stato consegnato un tesserino riportante su un lato la foto di un santo presente nella nostra comunità e dall'altro un piccolo specchio, come riportato dalle foto.

Nella celebrazione eucaristica che ha concluso questa bella giornata di preghiera sono stati consegnati tre scapolari a nuove aderanti al gruppo della rete mondiale di preghiera del Papa.

Nella memoria liturgica di suor Faustina Kowalska sono stati consegnati i tesserini agli aderenti al filo bianco e rosso della Divina Misericordia con la lettura della promesse della recita della coroncina ogni giorno alle ore 15.00.

BUONA CONTINUAZIONE DI ADORAZIONE COMUNITARIA A TUTTI.

 

 

 

 

Chiesa di San Giovanni non mattoni ma pietre vive

Sabato, 08 Settembre 2018 06:39 Pubblicato in Ultime notizie

Cappelle 07 Settembre 2018. "E' auspicabile che la nostra chiesa oltre che da mattoni sia formata da cuori pulsanti".  Con queste parole don Marco Raimondo conclude il messaggio di saluto e benvenuto al nostro Arcivescovo in occasione della solenne celebrazione Eucaristica per la riapertura al culto della chiesa di san Giovanni Battista in Pastorano Salerno.

Grazie ai lavori di risanamento e consolidamento cofinanziati dalla Cei, la millenaria chiesa ritorna  ai vecchi splendori di un tempo, sono stati riportati alla luce affreschi e stucchi persi nel tempo, nicchie preziose, colori e ovviamente ricordi.

La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dall'arcivescovo di Salerno, Campagna e Acerno monsignor Luigi Moretti che durante l'omelia ha più volte sottolineato come la carità e la misericordia di Dio accompagnano l'uomo di ieri e di oggi.  L'amore è l'unica chiave di accesso per il regno dei cieli.  Un amore che sappia travalicare i confini del proprio io per giungere al traguardo del noi.  C'è la necessità di avere con tutti rapporti sinceri, liberi da schemi mentali dove la concordia, la giustizia e la fratellanza siano ben evidenti nel nostro essere chiesa.  

Presente alla celebrazione come concelebrante padre Franco Mangili, vicario foraneo.  Numeroso il popolo di Dio presente a testimoniare l'amore verso la propria chiesa.

Di seguito le foto di Luca Scovotto e Giada Galluzzi.

chiesa di san Giovanni

Domenica, 02 Settembre 2018 06:45 Pubblicato in Ultime notizie

Cappelle, 2 Settembre 2018. Venerdì 7 Settembre alle ore 19.00, con la solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal nostro Arcivescovo Luigi Moretti sarà riaperta al culto la chiesa di san Giovanni Battista in Cappelle Salerno.

Grazie alla caparbietà del nostro sacerdote, don Marco Raimondo, la chiesa che domina una collina della città di Salerno, ritorna ad avere il decoro e lo splendore di un tempo.

Grazie al lavoro certosino di restauro sono ritornati alla luce affreschi che in modo inequivocabile lasciano trasparire l'amore per il culto e il divino dei nostri avi.

Preparare e avere cura della casa del Signore è il sentimento che deve animare ogni fedele più di ogni altra cosa, e con questi sentimenti non possiamo non ringraziare i tanti benefattori anonimi che con il loro dare hanno contribuito alla rinascita.

Un grazie a chi in questi giorni ha lavorato alacremente per pulire tutti gli arredi.

Un grazie a don Marco che in modo silente e continuo porta avanti l'insegnamento biblico: "Lo zelo per la Tua casa mi divora".

Vi aspettiamo.

 

In cammino con i nostri patroni

Lunedì, 30 Luglio 2018 12:56 Pubblicato in Ultime notizie

Pastorano 29 Luglio 2018.  Cosi come proposto dall'articolo precedente (La Madonna restaurata) è stata un processione all'insegna della preghiera e della sobrietà. Le immagini della nostra bravissima Roberta Beatrice IMG 20180730 WA0000sintetizzano più di ogni parola l'evento.

 

 

La Madonna restaurata: il cambiamento

Domenica, 29 Luglio 2018 06:35 Pubblicato in Ultime notizie

Pastorano 29 Luglio 2018.  C'è una fila di chiodi che nel legno antico pungono le coscienze di oggi, questo è quanto pensavo all'inizio del restauro della nostra Madonna del Carmelo che si venera nella chiesa dei Santi Felice V. e M. e San Giovanni Battista in Pastorano. 

Un restauro che ha avuto inizio scalpellando e togliendo le brutture del tempo, incrostazioni che impedivano di vedere la realtà.

Era come una velatura (come diceva san Paolo) che non consentiva di vedere chiaramente il bene che esiste e che possiamo produrre verso chi ci circonda. 

Ricordo tutte le fasi della preparazione, la delicatezza nel salvare quanto possibile ma soprattutto il viso che sembrava cambiasse espressione a ogni chiodo tolto dal capo. 

Una corona di spine che la nostra Vergine ha portato in questi anni quasi ad espiazione delle nostre colpe, delle nostre debolezze e allora questo restauro deve diventare un'occasione di cambiamento per tutti noi. 

Un cambiamento nel rapporto con noi stessi, con gli altri e soprattutto un rapporto diverso con i nostri santi e quindi con la Trinità.

Ma è solo una statua, è solo un'icona della mamma celeste. 

E' vero ma è pur sempre un'immagine sacra che ci dovrebbe portare alla preghiera, alla bontà del cuore, all'imitazione.

Ci siamo emozionati nel restauro e ci emozioneremo oggi quando la vedremo "passeggiare" per le vie del nostro paese nella processione devozionale in onore di san Felice vescovo e martire. 

Si passeggiare perché portare i santi in processione è avere il rispetto di come si portasse sulle spalle un proprio genitore che non può camminare. 

Si dovrebbe portare il Santo in processione avendo chiaro nel cuore che non è la statua che deve inchinarsi al popolo, ma il popolo di Dio ad inchinarsi e pregare e magari pregando girare intorno alla stessa e non viceversa.

E'  un sacrilegio rifiutare di portare, accompagnare la Madonna del Carmelo, seguendo la poesia dei suoi tratti e la dolcezza del suo candore, solo per imporre le nostre piccolezze umane.

Vi invitiamo già da questa mattina a venire a far visita alla mamma celeste, a portargli un fiore, una preghiera, una lacrima per chi soffre, questa è la vera festa che ogni domenica possiamo celebrare.

Venite a scoprire il volto di chi sorride perché ha tolto dal cuore le brutture del tempo, l’opera dell’uomo che non vede oltre il quotidiano.

Venite a portare il vostro sorriso alla Madonna del Carmelo, lei vi ripagherà con la grazie e la carezza di una mamma che aspetta senza riserve i propri figli.

Venite, adoriamo.

 

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