Giovedì, 07 Maggio 2020 18:16

Si può aprire ciò che non si può chiudere

Pastorano Cappelle Matierno, 7 Magggio 2020 a cura di don Vi. «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via» (Gv 14,1-4).

E’ stato una sorta di tam tam veloce: “si apre…ecco il 18… evviva Gesù… si apre…ritorniamo…il decreto viva il decreto… la legge degli uomini…”

Per comprendere appieno il vero senso dell'aprire sono andato a leggere sul dizionario il suo significato, bene la parola aprire indica: “Spostare un elemento mobile che impedisce di accedere a un luogo o di vedere all'interno di qualcosa; dischiudere, disserrare: a. la porta, scostando i battenti (anche assol., spec. riferito alla porta di casa); a. la finestra, l'armadio; a. un baule, sollevando il coperchio; a. un cassetto, tirandolo a sé; a. una stanza, scostando i battenti della porta d'ingresso”.

Mi sono chiesto in questi giorni passati, tra una meditazione e una preghiera:

Esiste un elemento mobile che impedisca a noi di accedere a Dio?

Esiste un elemento reale che possa chiudere la porta della fede?

Esistono battenti talmente forti da precludere l’accesso all’Amore?

Esiste un baule particolarmente raro e speciale da racchiudere l’essenza stessa della creazione?

Se amassi le banalità e il populismo risponderei NO!

Ma la banalità e il populismo non sono indice di fede e di carità e questa equazione viene fuori dalle tante omelie di Papa Francesco ascoltate in queste mattine, che lui ha celebrato come sacerdote-diacono figlio della vera carità.

Le chiese sono chiuse quando all’essenza si contrappone l’esteriorità, alla grandezza della ricerca di Dio nell’altro si contrappone la mediocrità della ricerca del nostro io negli occhi dell’altro.  

La chiesa, casa di tutti, rimane chiusa quando invece che la carità si vuole fare propaganda, elencando numeri e volti persi nel vuoto.

No!

La chiesa non è mai stata tanto aperta come in questi giorni, poichè è stata aperta dalla voglia dei bambini di giocare con i propri genitori, forse per la "prima" volta.

La chiesa è stata aperta dalle tante coppie di sposi che hanno stretto i denti e hanno imparato a conoscersi.

La chiesa è stata aperta quando ha fatto “CARITAS”.

La chiesa è stata aperta quando ha pregato con Papa Francesco in una piazza vuota ma piena di volti e storie.

La chiesa è stata aperta quando tutti abbiamo capito che per vincere bisogna essere uniti senza nord-sud-est-ovest.

La chiesa è stata aperta quando abbiamo tutti pianto per i tanti morti: medici, infermieri, uomini e donne, laici o clero.

La chiesa è stata aperta sempre… forse i nostri cuori e la nostra fede un poco di meno, ma la bellezza è che Dio ci ama anche così.

Sicuramente apriremo fisicamente le nostre chiese, ma una domanda spero che vi farete nel vostro cuore: voglio somigliare al Samaritano che scendeva da Gerico o al Fariseo nel tempio?

 


Bollettino Caritas Parrocchiale

In questi giorni molti sono stati i gesti di carità concreta che da molti sono giunti alla nostra Caritas, abbiamo sentito la carezza di tutti voi sui nostri cuori affannati e di questo ringraziamo tutti indistintamente.

Il Comune di Salerno e l'assessorato alle politiche sociali.

La protezione civile.

A chi non vuole essere menzionato.

I tanti fratelli e figli della nostra comunità.

A chi ha tolto da sé per dare agli altri.

Alle "carriole" solidali.

Una menzione particolare, per l’accompagnamento e l’incoraggiamento ricevuto, va agli amici e fratelli del Rotary Est nella persona del presidente Carmine Nobile,  bisogna dire che con loro da tempo si è instaurata un'unità d'intenti molto bella e arricchente, fatta di dialogo, preghiera e solidarietà.  In questi giorni hanno voluto donare alla nostra comunità un sanificatore a spalla elettrico con relativo materiale sanificante con il quale abbiamo messo in sicurezza le nostre chiese.   

Di seguito alcune foto della sanificazione fatta oggi 

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Mercoledì, 26 Febbraio 2020 12:31

Disabilità e chiesa

Salerno 25 Febbraio 2020. Disabilità e chiesa incontro con suor Veronica Amata Donatello a cura di Anna Varricchio.   Martedì 25 Febbraio, alle ore 9.30, presso il Seminario Metropolitano “Giovanni Paolo II” in Pontecagnano Faiano si è svolto il ritiro del Clero con un intervento tenuto da Suor Veronica Amata Donatello, responsabile dell’Ufficio nazionale per la Catechesi delle persone disabili.  Il ritiro vista l’importanza del tema è stato aperto anche ai laici, in particolare agli insegnanti di religione e ai catechisti parrocchiali.

Di seguito una breve sintesi dell’incontro. 

Il titolo scelto per la catechesi è stato “la disabilità e la Chiesa”. Una catechesi “toccante”, oltre che interessante, che vedeva la relatrice, suor Veronica, coinvolta in prima persona, perché figlia e sorella di diversamente abili. Dapprima suor Veronica ci ha invitati a considerare che circa il 15% della popolazione è costituita da persone che vivono e sorridono alla vita avendo delle disabilità.  Per nascita o per infortuni sul lavoro… “gente invisibile”, costretta a vivere nella solitudine e considerata “a fatica persona”.  Suor Veronica ha sottolineato che la Chiesa “per essere credibile” è chiamata ad “essere ponte” per includere tali persone nella società.  Essa non deve adeguarsi alla cultura emergente che, come viene definita da Papa Bergoglio, è la “cultura dello scarto”.  E’ questa la sfida che dobbiamo cogliere e vincere.  Suor Veronica si è poi soffermata su 3 tipologie di pregiudizi che fungono da vere e proprie “barriere” per una logica integrazione.

1) IL PREGIUDIZIO COGNITIVO

Il disabile viene visto come “oggetto di cura” non come “soggetto”, non come persona che ha la sua dignità, e la disabilità viene erroneamente intesa come una “colpa, un castigo”. La domanda che il disabile è indotto a porsi è: “che male ho fatto?  Quale è il mio peccato?”.  La sofferenza viene vissuta nella sua accezione negativa, come una maledizione, mentre noi dovremmo vederli come “manifesta opera dell’Amore di Dio”. A lui bisogno lasciare i propri spazi; di sviluppare i talenti; di crescere armoniosamente e serenamente nella fede.  Se consideriamo poi l’ignoranza circa le varie tipologia di disabilità, la situazione non può che complicarsi.

2) IL PREGIUDIZIO RELIGIOSO

Ci sono domande come: “il disabile è un angelo?” Può peccare? Può ricevere i Sacramenti?”  E ancora: “Ha in sé una dimensione spirituale?  E fino a che punto?” Ancora una volta non lo si considera come una persona uguale alle altre.

3) IL PREGIUDIZIO COMUNITARIO

“O tutti o nessuno.” O la Chiesa accoglie tutti o è bene che chiuda.” (Papa Bergoglio).  Noi come Chiesa siamo chiamati ad accogliere tutti; a “stare con…”; “Essere presenza”; “ascoltare  il grido silenzioso di aiuto, di soccorso degli ultimi. E’ quello che ha fatto Gesù. E’ quello che Lui ci indica di fare: “Missione, si, ma partendo dagli ultimi!”

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Lunedì, 24 Febbraio 2020 22:02

Quaresima: tempo di vita

Pastorano-Cappelle-Matierno, Quaresima di vita 2020. A cura di don Vi.  «Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio» (2Cor 5,20), nel nostro anno parrocchiale Paolino, Papa Francesco ha così voluto intitolare il suo messaggio per la Quaresima 2020.  Papa Francesco ha scelto quattro pilastri per costruire il suo messaggio che sembrano sposarsi alla perfezione con la nostra realtà parrocchiale.

1. Il Mistero pasquale, fondamento della conversione: «Guarda le braccia aperte di Cristo crocifisso, lasciati salvare sempre nuovamente. E quando ti avvicini per confessare i tuoi peccati, credi fermamente nella sua misericordia che ti libera dalla colpa. Contempla il suo sangue versato con tanto affetto e lasciati purificare da esso. Così potrai rinascere sempre di nuovo» (Esort. ap. Christus vivit, 123)

2. Urgenza della conversione: L’esperienza della misericordia, infatti, è possibile solo in un “faccia a faccia” col Signore crocifisso e risorto «che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me» (Gal 2,20). Un dialogo cuore a cuore, da amico ad amico.

3. L’appassionata volontà di Dio di dialogare con i suoi figli: Il dialogo che Dio vuole stabilire con ogni uomo, mediante il Mistero pasquale del suo Figlio, non è come quello attribuito agli abitanti di Atene, i quali «non avevano passatempo più gradito che parlare o ascoltare le ultime novità» (At 17,21). Questo tipo di chiacchiericcio, dettato da vuota e superficiale curiosità, caratterizza la mondanità di tutti i tempi, e ai nostri giorni può insinuarsi anche in un uso fuorviante dei mezzi di comunicazione.

4. Una ricchezza da condividere, non da accumulare solo per sé: Mettere il Mistero pasquale al centro della vita significa sentire compassione per le piaghe di Cristo crocifisso presenti nelle tante vittime innocenti delle guerre, dei soprusi contro la vita, dal nascituro fino all’anziano, delle molteplici forme di violenza, dei disastri ambientali, dell’iniqua distribuzione dei beni della terra, del traffico di esseri umani in tutte le sue forme e della sete sfrenata di guadagno, che è una forma di idolatria.

Per tutto questo e per iniziare al meglio l'ennesimo cammino che ci porterà sotto la croce e innanzi alla pietra rotolata... vi aspettiamo mercoledì 26 Febbraio dalle ore 16.00 per le confessioni e alle ore 19.00 con la celebrazione liturigica e l'imposizione delle ceneri.

Vi lasciamo con la benedizione che Papa Francesco ha voluto dare per quest'inizio di Quaresima:

 

"Invoco l’intercessione di Maria Santissima sulla prossima Quaresima, affinché accogliamo l’appello a lasciarci riconciliare con Dio, fissiamo lo sguardo del cuore sul Mistero pasquale e ci convertiamo a un dialogo aperto e sincero con Dio. In questo modo potremo diventare ciò che Cristo dice dei suoi discepoli: sale della terra e luce del mondo (cfr Mt 5,13-14)".

 

 

 

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Lunedì, 24 Febbraio 2020 10:56

W i nostri "carnevale"

Matierno-Pastorano-Cappelle. 22/23 Febbraio 2020.  A cura di Rosita Rago.

IL Carnevale: è festa per tutti!

Anche quest’ anno nella nostra Parrocchia si è festeggiato il Carnevale nei tre oratori di Pastorano, Matierno e Cappelle, insieme sinergicamente ragazzi degli oratori e catechisti.

Nella chiesa di Cappelle il tema scelto è stato quello del FAR WEST dove sia bambini che adulti si sono trasformati per un giorno da indiani e da cow-boys.  Sorpresa per tutti la presenza di un pony il quale ha fatto divertire i bambini. Poi tutti a giocare con i ragazzi  dell’oratorio “ A Volo a Volo “ .

A Matierno nelle sala multimediale, i bambini hanno dato vita a gare di destrezza, coriandolate e balli di gruppo.

A Pastorano dopo la messa di domenica mattina tutti pronti per divertirsi nel campetto multifunzionale e negli ampi spazi dell’oratorio dopo bambini e adulti in attesa del pranzo da consumarsi tutti insieme con don Marco e il nostro diacono don Vincenzo si sono divertiti con ogni tipo di gioco.

In allegato le foto delle giornate nei vari oratori tratte da facebook parrocchiali.

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Venerdì, 21 Febbraio 2020 07:28

Un uovo di Pasqua per un sorriso

Matierno, 21 Febbraio 2020.  A cura di don Vi.  Scusatemi, una richiesta, avrei bisogno di un peluche per mio figlio, più che di un pacco di pasta, gli serve per addormentarsi la sera, quando il buio cancella le immagini e lascia il posto ai ricordi di chi non c'è più.  Don M, don Vi non ho mai ricevuto in regalo un uovo di Pasqua, sarebbe bello... Care volontarie ma nel pacco di Aprile ci farete trovare una sorpresa...

Queste e tante altre ragioni ci spingono questo mese, come caritas parrocchiale di Pastorano-Matierno-Cappelle, e fino al 5 Aprile a chiedere aiuto al cuore pulsante della nostra comunità per raccogliere uova di Pasqua per i nostri amici più cari.

 La raccolta nelle tre chiese, ogni giorno perchè è sempre tempo di carità e fraternità.

Vi aspettiamo don M, don Vi, le caritatine e i caritatini.

 

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Giovedì, 13 Febbraio 2020 08:25

Mamma, proteggici

Lourdes: Epifania della sofferenza.  11 Febbraio 2020 a cura di Rosita Rago.

L'11 febbraio abbiamo celebrato la XXVIII giornata mondiale del Malato, istituita  il 13 maggio 1992 da San Giovanni Paolo II , con  uno dei principali  intenti di "aiutare  chi è ammalato e aiutarlo sul piano umano della sofferenza".  Le parole di Gesù, dal Vangelo di Matteo, quest anno sono di supporto  e indispensabili : "venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro".  La memoria di oggi " Nostra  Signora di Lourdes" ci riporta ai piedi dei Pirenei, dove Maria manifestò la sua materna sollecitudine ai malati. Nella grotta di Massabielle, ai piedi della Vergine Immacolata, le persone segnate dalla sofferenza e dalla malattia, e anche coloro  che se ne prendono cura, sperimentano la consolazione spirituale e la grazia rigeratrice che Dio concede per mezzo di Maria.  Lasciamo che Maria entri nei  nostri cuori e avremo tutte le illuminazioni  e gli aiuti necessari.  Se renderemo intensa la fusione con il Suo amore non avremo più paura: ci nutrirà con il suo sostegno, la Sua luce e la Sua gioia.  Confidiamo in Lei, uniamo le nostre intenzioni  alle Sue, le nostre gioie alle Sue, le nostre ansie, le nostre lacrime, le nostre sofferenze alle sue; azzeriamo oggi ogni forma di scetticismo e poniamoci fiduciosi sotto il Suo mantello di luce. Il Signore ci insegna a non avere paura di seguirlo, perché la speranza che poniamo in Lui non sarà delusa. Andiamo a Lui, noi che siamo affaticati ed Andiamo a Lui, noi che portiamo dei macigni nel cuore, che non capiamo che cosa ci stia accadendo, che non abbiamo ancora saputo risolvere i grandi interrogativi della nostra vita.  Andiamo a Lui, noi che siamo sconvolti dalle disgrazie, dalla malattia, dal dolore e dalla sofferenza, dopo averli strenuamente combattuti, dopo averne cercato in ogni modo il «perché» … perché proprio «adesso», perché proprio a me, perché proprio in questo modo.  Qual è questo ristoro che Gesù ci offre? Perché dovremmo prestare fede alla sua Parola? Anzitutto perché la sua è una Parola che illumina la mentee apre il cuore. Ci permette l’accettazione della sofferenza con lo stesso spirito con cui egli accettò la sua croce e la morte, ci consente di viverla cometempo di semina condotta nelle lacrime, ma piena di gioia nella raccolta.  Anche nella nostra chiesa che è intitolata N.S.di Lourdes abbiamo celebrato la Santa Messa dove don Marco ha anche istituito il sacramento dell' Unzione degli Infermi alle persone anziane. Alla fine della Santa Messa si è svolta una piccola processione.

 

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Sabato, 01 Febbraio 2020 18:42

La luce del mondo

Cappelle 1 Febbraio 2020.  Così come una piccola luce riesce a illuminare il nostro cammino salvandoci dalle cadute, così la preghiera riesce a illuminare il cuore più buio per riportarlo sulla strada dell'amore per Dio, per la misericordia e per la carità.  La presentazione di Gesù al tempio, dopo la purificazione di Giuseppe e Maria, diventa occasione di luce per gli occhi e il cuore di Simeone e Anna.  Così come diventa motivo di vita quotidiana per i suoi genitori e fortificazione per il piccolo Gesù.  Con i bambini del catechismo, guidati da don Marco, abbiamo rivissuto stasera il rito della benedizione delle candele e in processione abbiamo illuminato un piccolo tratto di strada imitando, pur brevemente, un rito antico ma sempre nuovo e così facendo ringraziare Dio per la Sua Luce e per il dono dello Spirito Santo.

Di seguito le foto della serata di Rosita Rago.

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Martedì, 17 Dicembre 2019 07:46

IV DOMENICA DI AVVENTO

E’ con te,ogni volta che ami,ogni volta che sorridi,ogni volta che tendi la mano,ogni volta che  sei prossimo,ogni volta che piangi e  invochi il suo nome.  Don Vi

Parola di dio

Non temere […]

Salverà il suo popolo[…]

“Dio con noi”.

A volte non servono tante parole. A volte basta mettere in evidenza solo quelle giuste, senza voler strafare e senza perdersi nei meandri di pensieri lunghi e tortuosi. Che bello, fermarsi all’essenziale, alle piccole cose che fanno avverare grandi sogni.  Perché chi prega, spera e crede in Dio non può avere paura, non teme il male del mondo, ma cerca di combatterlo con il bene, con l’arma più potente: quella della carità vera.   Salverà il suo popolo, che diventa famiglia, sangue del proprio sangue, senza ipocrisie senza falsi pregiudizi, incontrandosi, conoscendo i propri limiti, portando avanti il bene comune.   “Dio con noi”,  è sperimentare un amore che non ha limiti, è l’amore che si sprigiona da una mamma nell’atto del concepimento, nel DO-NA-RE la vita, nel tendere tutta se stessa verso l’estensione per e dell’altro. Pretendendo l’Amore  verso la sua creatura e, nel sonno, donargli una carezza, un bacio e una promessa di vita eterna. Auguri a chi sa donare. Auguri mamma.

CARITAS ZONALE… PRESENTE!

Da sei anni questa famiglia variegata, che comprende le caritas parrocchiali di Fratte, Brignano, Ogliara e Pastorano-Cappelle-Matierno, si prodiga su un territorio che gli opinionisti direbbero di periferia, di prima linea, di frontiera.  Noi invece, non crediamo che le mamme che lottano contro tutto e tutti, i figli che vivono i confini del bene e del male ogni momento, che i papà costretti a far fronte alla crisi lavorativi siano solo i volti che noi incontriamo ogni giorno nell’ascolto silente, ma sicuramente sono i volti di chi, lontano dal centro, vive il disagio dell’abbandono. Un abbandono che si evince dalla mancanza di un ambulatorio medico, di un presidio delle forze dell’ordine, dalla insicurezza della chiusura o meno di un ufficio postale, dalla lentezza nei trasporti da e verso il centro, da fonti di inquinamento più o meno velate, dalla mancanza di una cultura storica di appartenenza al territorio che porta al non rispetto dello stesso. Noi come caritas zonale oltre a far fronte alla crisi materiale cerchiamo di dare anche supporto morale, e ci prepariamo a questa esigenza con incontri di formazione mensili a cui si aggiungono le caritas parrocchiali di San Paolo e Santa Maria della Consolazione, amici e fratelli che condividono con noi la stessa passione per l’Altro. Cari fratelli AUGURI a tutti voi che ogni giorno impegnate parte del vostro tempo per la cura del prossimo.

 Spunti per la Preghiera

 * Per tutte le mamme che in vita hanno cullato, cresciuto e amato  i loro figli e che oggi dal cielo pregano per loro …. preghiamo

*  Per tutti i bambini mai nati, perché siano immersi per sempre dall’amore della  mamma celeste… preghiamo

SOGNARE … Perché la bellezza di un sogno è il sognare sesto.  Basta allargare le braccia e farsi soffiare dal vento, non è determinante il suo avverarsi ma la speranza e la gioia che da lui nasce, è lottare, correre e saltare.

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Giovedì, 12 Dicembre 2019 07:20

III DOMENICA DI AVVENTO DI CARITA'

Pastorano 11 Dicembre 2019,  C’è una solitudine che riempie il mondo.  È la solitudine della preghiera per l’Altro che  fa piene tutte le cose. Don Vi

PAROLA DI DIO

“Che era in carcere”, come per dire, in una condizione di inferiorità, prigioniero dello spazio si, ma non del tempo. Questa è la condizione di Giovanni in carcere ingiustamente e per questo libero innanzi agli occhi di Dio e degli uomini. Chi invece si trova in carcere, per scontare una  giusta pena, per godere della luce vera, come Giovanni il Battista, dovrebbe in modo gratuito, chiedere, nella preghiera, la grazia del perdono per ricevere il dono del pentimento. Ci sono molte forme di prigionia, una molto nota ai giorni nostri è il carcere delle dipendenze: del gioco, delle droghe, dell’alcool che rendono l’uomo privo della condizione minima di attesa e speranza, la luce gli è tolta perché diventa schiavo-dipendente da qualcosa che ruba il suo essere persona.  Ci si illude che tutto possa migliorare e cambiare, il fumo che si sprigiona dalla mente va a annebbiare l’arcobaleno della vita che attende tutti a braccia aperte. Per questo Natale, auguriamoci di essere sempre liberi da schemi e falsi miti, di vivere in semplicità per amare in pieno il mondo intero. 

 

AUGURI DAL NOSTRO VESCOVO ANDREA

[…]Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Questo è il motivo profondo della nostra gioia: Dio si è coinvolto con noi, ha condiviso il nostro cammino umano, si è reso visibile e “conoscibile” umanamente […]

 SPUNTI PER LA PREGHIERA 

* Per tutti i bambini a cui viene negato la bellezza del gioco, la voglia di vivere, di sognare e di crescere con il cuore colmo di gioia…. preghiamo

* Per  chi questo Natale lo passerà lontano dagli affetti più cari, che spera in un domani migliore,  attendendo una mano amica tesa … preghiamo

 

RIFLESSIONI PRESE DAL WEB 

Andate e riferite...

La didascalia di queste foto potrebbe essere «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo», ovvero i versetti 4 e 5 del brano di questa domenica.

Cosa significa sperare? È tutto scritto negli occhi di questi bambini con le stampelle in mezzo alle macerie che hanno voglia di giocare. Bresson ha immortalato la voglia di vita, il ritorno alla vita in mezzo ad un paesaggio di morte. Giovanni domanda se Gesù è proprio colui che aspetta e Gesù risponde chiedendo di vedere con uno sguardo diverso ciò che sta accadendo...qualcosa di nuovo, gli ultimi ritrovano speranza, non c’è segno più eloquente. Questo è godere dello spettacolo della vita che sa riprendersi dalle condizioni più dure.

Questi bambini si rincorrono e giocano ricordandoci che nonostante le apparenze dimesse e addirittura soltanto da demolire come le macerie che vediamo c’è sempre, sottolineo sempre, spazio per una novità carica di speranza e meraviglia.

Fonte: Riflessione ripresa dal sito monastero di Bose del  11 Dicembre 2016  a firma di fratel Elia

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

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Martedì, 03 Dicembre 2019 15:58

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO DI CARITA'

Pastorano, 3 Dicembre 2019. a cura di don Vi diacono. Quando una donna è felice , il mondo si colora di speranza.  Quando una donna è mamma e porta per il mondo il proprio figlio in braccio diventa regina dell’universo

PAROLA DI DIO

Servire, secondo il disegno di Maria è il “SI” incondizionato all’ascolto. Un ascolto non superficiale, (da passante) ma attivo, pone cioè, il suo orecchio sul cuore dell’altro, accarezza i suoi bisogni, le sue ferite.  Maria donna senza peccato si pone in ascolto e ascoltando crede. Accoglie chi bussa alla sua porta e offre il suo aiuto, la sua Misericordia, il suo abbraccio. Maria fidandonsi, si tuffa senza riserve nel mare tempestoso dell’Amore unico, dell’Amore che non chiede e che nulla pretende in cambio. «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?» offro la mia vita, il mio corpo per il bene del mondo e per la sua salvezza.  Un atto di fede che pone una donna, una futura sposa nella condizione di poter dire senza paura e senza ombra di peccato parole semplici «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».  Auguri per un discepolato all’insegna del SI.

Spunti per la Preghiera

* Per tutte le donne che bussano al nostro centro di ascolto affinché la carezza della Mamma Celeste possa toccare e proteggere la loro anima; preghiamo

* Per chi si appresta a vivere questo Natale con una moltitudine di problemi e di privazioni, possa l’Angelo della Misericordia scaldare i loro cuori  preghiamo

MARIA, DONNA DI SERVIZIO

«Per ben due volte, nel vangelo di Luca, lei si autodefinisce serva. La prima volta, quando rispondendo all’angelo, gli offre il suo biglietto da visita: “eccomi, sono la serva del Signore”. La seconda, quando nel Magnificat afferma che Dio “ha guardato l’umiltà della sua serva”. (…) Un titolo che, durante il banchetto di Cana, visto che tra colleghi ci si intende meglio, la autorizza a rivolgersi “ai servi” con quelle parole che, essendo rimaste un’esigente consegna anche per noi, sembrano un invito ad andare a iscrivere tutti allo stesso sindacato: “fate quello che vi dirà”. (…)  Santa Maria, serva del Signore, al contrario di te facciamo fatica a metterci alle dipendenze di Dio, e stentiamo a capire che solo la resa incondizionata alla sua sovranità ci può fornire l’alfabeto primordiale per la lettura di ogni altro umano servizio (…).  Restituiscici cadenze di gratuità al nostro servizio così spesso contaminato dalle scorie dell’asservimento. E fa’ che le ombre del potere non si allunghino mai sui nostri offertori. Tu che hai sperimentato le tribolazioni dei poveri, aiutaci a mettere a loro disposizione la nostra vita, con i gesti del silenzio e non con gli spot pubblicitari del protagonismo».* 

* Fonte: Antonio Bello, Maria donna dei nostri giorni, Paoline, Milano 1993. 

 

UNA CHIESA IN USCITA

Per tutte le donne della nostra comunità che ogni giorno, senza paure, cercano di migliorare con il loro silenzio “attivo” la nostra quotidianità.

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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