Mercoledì, 16 Dicembre 2020 18:02

UN CALDO ABBRACCIO PER NON SENTIRSI SOLI

Caritas parrocchiale Matierno-Cappelle-Pastorano 15 e 16 Dicembre 2021.  “Una calda coperta per abbracciare i vostri cuori”.  Il caldo abbraccio che tutti vorrebbero ricevere in questi mesi…dove la solitudine colora di grigio la gioia della vita… con la paura dell'ignoto… dell'invisibile… di una mano arida che ti strappa gli affetti.

Tenendo nella mente le voci di tanti di voi che stanno vivendo questi momenti tristi, sospesi tra un colore regionale e un DPCM, tra la forzata solitudine e la malinconica attesa. 

Come Caritas parrocchiale oltre al bisogno primario di ognuno abbiamo cercato di dare un segnale, piccolo ma intenso, caldo e colorato, insolito e insperato.

Il sogno era di coinvolgere tutti e dobbiamo dire che è stato un sogno dal risveglio felice.

Da un lato coinvolgere la comunità a donare (per onor del vero abbiamo giocato facile visto che tutti i nostri fedeli sono felici nel donare ogni mese durante la messa della carità) e dall’altro lato dare un segnale forte di affetto, vicinanza, fraternità a chi in questo periodo vive un momento di bisogno.

Per questo nel mese di Novembre abbiamo lanciato l'appello alla nostra comunità di comprare coperte in pile da regalare a chi di solito arriva al nostro centro d'ascolto.

Piano piano i cesti posti ai piedi dell’altare della chiesa Nostra Signora di Lourdes in Matierno si sono riempiti di “pile” variopinti. Chi non ha potuto fisicamente donare lo ha fatto con donazioni in denaro o con la semplice promessa di un “darò il mio, appena esco dalla quarantena”…

Così questa favola ha avuto il suo dolce epilogo tra martedì 15 e mercoledì 16, quando durante la consueta distribuzione degli aiuti alimentari, i nostri amici hanno ricevuto un caldo e colorato abbraccio.  Un colorato sentimento di accoglienza e di vicinanza.

Ovviamente noi volontari abbiamo “SOLO” consegnato quanto da voi “DONATO”, e quest’articolo è solo per ringraziarvi.

La solidarietà è fatta di piccoli gesti d’amore che fanno crescere il cuore mettendo alla porta tutto ciò che di negativo a volte avvolge il nostro essere cristiani di facciata.

 

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Sabato, 21 Novembre 2020 18:00

Per chi oggi non c'era...

Domenica 22 Novembre 2020.  XXXIV Domenica del tempo Ordinario.  Messa parrocchiale della Carità.

Breve riassunto per chi non c’era, solo fisicamente!

“Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?  E il re risponderà loro: In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me” (Mt 25,31-46).

Tenendo ben presente questo passo del Vangelo di Matteo, proclamato oggi, vi invitiamo a riflettere su quando avete compiuto gesti di comprensione, di carità, di misericordia, di fratellanza senza pensarci, senza nessun tornaconto se non il vero amore.  Come l’aver asciugato le lacrime dal viso di un bimbo per consolarlo, aiutato a mangiare qualcuno che non riusciva a farlo, quando di notte avete consolato l'altra metà del vostro cuore, sussurandogli: sono qui non temere, quando avete ascoltato chi in difficoltà vi chiedeva un consiglio.  Ecco, ogni volta che avete compiuto uno di questi gesti dimenticandoli, state certi che il Signore dell'Universo li ha iscritti nella vostra storia e diventerete, nel giorno del giudizio, la parte attiva di questo messaggio di speranza e di positività che l'Evangelista nostro Santo patrono ha voluto donarci. 

Perché siamo chiamati a piccoli gesti spontanei che riscaldano l’anima di chi li riceve, siamo chiamati a fare del poco il tanto e del nulla il molto, questo è quello per cui il Dio della vita sorride nel vederci crescere nel “Suo” Universo.

E' stata una domenica della carità in cui abbiamo raccolto, grazie alla vostra generosità, alimenti per l’infanzia per il mese di dicembre e la gioia di chi riceverà tutto questo la condividiamo già con voi nel nostro grazie e nella nostra benedizione.

C’è stata la lieta sorpresa del gruppo dei giovani “A volo a volo”, che grazie alla loro capacità di autotassarsi hanno raccolto giocattoli da donare con “l’aiuto” di dicembre ai bambini più piccoli.

Una domenica carica di spunti belli che ci portano a guardare al futuro con fiducia, speranza e fede, perché fin quando ci saranno uomini e donne del nostro tempo a pregare per l'altro, a prodigarsi per l'altro, a ricordare l'altro, nessuna pandemia può reggere il confronto. 

Si, ci vuole prudenza, tanta prudenza, ma il sorriso di un bimbo, l'abbraccio, tal volta virtuale di un genitore e la voce di un giovane rianimano il nostro vivere nella quotidianità.

I banchi vuoti, solo fisicamente, erano pieni dei vostri silenzi, dei vostri affanni, delle vostre sofferenze e come comunità abbiamo pregato affinché tutto ritorni alla normalità.

Abbiamo avuto un pensiero per chi in gravidanza non può fare un’ecografia o le analisi, per i coniugi separati da un tampone, per i nonni che devono vedere dal balcone i nipoti, per chi non ha nulla in casa e attende un “buon samaritano” per poter pranzare.

Vogliamo con queste poche righe e qualche foto rendervi partecipi della nostra domenica passata in chiesa, con la mascherina, la sanificazione e tanta, tanta voglia di dirvi che vi vogliamo bene e che ci mancate.

Ma è come quando d'inverno nevica, sembra tutto bianco e senza vita, ma sotto la neve, nel terreno il seme sta cominciando a germogliare e la forza della vita non potrà essere fermata e spunteremo come fili d'erba che abbracciandosi si riscalderanno al sole della primavera.

“Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla”

Con affetto e in unione di preghiera

Don Marco sacerdote

e don Vi diacono.

Le foto sono di Serena Santucci.

 

 

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Mercoledì, 11 Novembre 2020 12:46

Immacolata Nostra prega per noi

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Cappelle 11 Novembre 2020. 

Alzata del panno in solitudine pregando per la fine della pandemia.  

Due immagini solcano la nostra mente lasciando speranza e voglia di un domani migliore.

La prima all'alba di qualche anno fa, un'unica luce si staglia, ritta e fiera: è la luce soave della nostra amata Mamma Celeste, della nostra Immacolata.

Le vie del nostro quartiere silenziose e buie vengono illuminate dalla preghiera e dalla Sua Luce e con amore e delicatezza bussa ad ogni finestra per farsi aprire i cuori, anche quelli più duri. E' il giorno della festa, quella dell'abito buono, dove ognuno si sente felice in comunione con l'altro.

 

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La seconda foto è stata scattata quest'anno, un anno di tristezza e patimento mondiale, dove per grazia di Dio, l'unica cosa invariata è la luce.  Dal panno innalzato, travalica il male e illumina i cuori di tutti gli abitanti del nostro rione, di quelli che in questo momento sono "prigionieri" nelle loro case per combattere questo male invisibile, capace di toglierci i rapporti interpersonali, di bendarci il sorriso, di allontanare gli affetti più cari, di farci guardare l'altro con sospetto e freddezza. 

Solo tu Madre Nostra puoi consolarci e sostenerci in queste ore oscure.

Solo tu puoi riannodare i rapporti con il nostro prossimo.

Solo tu puoi liberare il nostro sorriso.

Solo tu puoi farci riabbracciare ai nostri cari.

Solo tu puoi ridarci lo slancio di guardare l'altro con amore e speranza.

Siamo pronti o Madre a metterci il vestito buono, quello della festa, quello dell'incontro che cambia, l'incontro con il tuo sorriso di Donna che illuminando la nostra fede ci fa diventare veri figli tuoi.

Per tutte le nostre famiglie, per i nostri giovani, per i nostri anziani, che in silenzio stanno combattendo e resistendo in questa pandemia.

Don M e don Vi

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Pastorano-Cappelle-Matierno 17 e 18 Ottobre 2020, a cura di don Vi. "Dio ci ama sempre per primo e con questo amore ci incontra e ci chiama. La nostra vocazione personale proviene dal fatto che siamo figli e figlie di Dio nella Chiesa, sua famiglia, fratelli e sorelle in quella carità che Gesù ci ha testimoniato. Tutti, però, hanno una dignità umana fondata sulla chiamata divina ad essere figli di Dio, a diventare, nel sacramento del Battesimo e nella libertà della fede, ciò che sono da sempre nel cuore di Dio" (Messaggio 2020 giornata mondiale missionaria Papa Francesco, "Eccomi manda me").

"La missionarietà nella vostra comunità ha radici antiche capaci di rinnovarsi ogni anno grazie all'impulso e alla fede del vostro sacerdote che riesce a trasmettervi la gioia del Vangelo che diventa linea guida per la vita di ognuno", con queste parole padre Parcelli dei padri missionari ha voluto salutare la nostra comunità nella seconda delle tre celebrazioni eucaristiche per la giornata missionaria mondiale 2020 che ha presieduta con la consueta vitalità e giovialità propria dei padri missionari.

"Ho girato tante comunità, prosegue padre Parcelli, ma qui mi sento a casa, si respira aria di missione, di gioia nell'incontro con l'altro e vi chiedo di non smettere mai di far sentire a noi missionari il vostro amore e affetto [...] il vostro Pietro Rossini deve essere orgoglioso di questa comunità, lui figlio prediletto, partito da qui e trasportato nel mondo a portare il Vangelo dove lo Spirito Santo vorrà". 

Tanti i pensieri che padre Pietro ci ha regalati in questa domenica di Ottobre, sospesi tra la paura dei contagi e la gioia della fede, tra l'una e l'altra il nostro don Marco Raimondo ha puntato dritto il timone verso la gioia, la bellezze e la certezza di fidarsi sempre dello Spirito Santo, nel rispetto delle regole e con il cuore carico di fede, speranza e carità.

Nel pieno rispetto delle norme anti-covid, in tutto questo mese missionario, la comunità si è riunita nella chiesa più grande, quella di Nostra Signora di Lourdes in Matierno, e ha dato vita, ad incontri di catechesi e laboratori creativi per preparare al meglio ogni singola messa festiva e prefestiva di questo mese.

Cartelloni, murales, strisce di carta colorate che rappresentano i continenti, candele colorate, canti religiosi nelle varie etnie e soprattutto la voglia di integrazione tra le tre comunità e la gioia nel condividere e poi ai piedi del presbiterio una composizione con un telaio al vertice che rappresenta la preghiera realizzata per questo mese missionario. 

Una comunità in cammino riesce ad essere veramente missionaria se è capace di vedere il vicino che soffre e il lontano che ha bisogno, una comunità in cammino non può prescindere dalla fede che deve coltivare con la messa domenicale e la catechesi.  Una comunità in cammino non può prescindere dalla speranza che si nutre con la consapevolezza che lo Spirito Santo opera in tutti in modo silente e puntuale.  Una comunità in cammino non può prescindere dalla carità verso chi soffre, verso i deboli, verso gli ammalati e coloro che vivono un disagio... e domenica con l'ultima domenica di ottobre ci aspetta la messa della carità.

 Di seguito le foto scattate per noi da Gino Beatrice e Rosita Rago

 

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Giovedì, 24 Settembre 2020 07:27

Ripartiamo da... un segno che unisce

Matierno 23 Settembre 2020. A cura di don Vi.   "Da quando internet è stato disponibile, la Chiesa ha sempre cercato di promuoverne l’uso a servizio dell’incontro tra le persone e della solidarietà tra tutti. Con questo Messaggio vorrei invitarvi ancora una volta a riflettere sul fondamento e l’importanza del nostro essere-in-relazione e a riscoprire, nella vastità delle sfide dell’attuale contesto comunicativo, il desiderio dell’uomo che non vuole rimanere nella propria solitudine. Dal Messaggio di papa Francesco per la 53ma giornata delle comunicazioni sociali “Siamo membra gli uni degli altri” (Ef 4,25). 2019].

Un Tao disegnato su cartoncino, con sopra scritto: "Un segno che unisce", tagliato in due, dove ogni metà ricerca l'altra parte di sè per diventare un'unica realtà, così come le nostre preghiere.  In tal modo il singolo diventa coppia, con l'intento di pregare insieme grazie ai mezzi della comunicazione sociale.

Questo il simbolo scelto quest'anno da don Marco Raimondo per la festa della comunità sotto la benedizione di san Pio, durante la celebrazione Eucaristica nella festa liturgica del Santo da Pietrelcina, ricca di segni, simboli e preghiera, iniziata con la recita del santo rosario e terminata con la lettura del transito del santo con le stimmate.

Durante la celebrazione eucaristica sono stati benedetti i ministri straordinari della comunione che andranno a lenire le sofferenze dei nostri ammalati.  A loro è stata donata una statua di san Pio a testimonianza del loro impegno e della loro sequela con il San Pio.

Un pensiero speciale durante l'omelia a tutti i componenti dei gruppi parrocchiali ricordando che nella comunità non esistono nè cariche e nè onorificenze, ma seguendo la linea del presbiterio, solo lavoro silente e preghiera orante per soddisfare in pieno il Vangelo che tutti dobbiamo seguire e professare.  A tutti gli ammalati la carezza della preghiera e la gioia della condivisione, così come alle famiglie della nostra comunità, ai giovani e a tutti coloro che ogni settimana bussano al nostro centro di ascolto.

Don Marco ha presentato alla comunità anche il gruppo "Sollievo della sofferenza", come si evince dalla foto di copertina, un gruppo virtuale, dove i raggi della speranza e dell'Amore sono alimentati dai nomi di battesimo dei nostri ammalati.  Ad ognuno di loro, con una statuetta di san Pio a loro dedicata (vedi album foto ndr), sarà chiesto di pregare per le intenzioni della comunità, in modo che anche nelle assenze delle sofferenze, possano sentirsi parte integrante e attiva della comunità e pregare per tutti noi.

Noi ripartiamo... ma non ci siamo mai fermati, grazie ai segni che uniscono e ai gesti che leniscono le sofferenze di chi è nel bisogno.

 Di seguito le foto scattate per noi da Rosita Rago.

 

 

 

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Martedì, 02 Giugno 2020 09:03

Sicurezza italica

Matierno Pastorano Cappelle maggio 2020.  Non siamo abituati, non possiamo stare lontani, non riusciamo a rimanere freddi nei sentimenti, solo perchè nel nostro DNA esiste la cultura dell'abbraccio, quello che ti fa sentire bene e accolto e le giuste norme per il distanziamento sociale per prevenire il COVID -19 sono per noi uomini e donne ITALICI un argomento difficile da accettare.  Detto questo è pur vero che noi uomini e donne ITALICI siamo ligi al dovere e all'obbedienza e con coscienza serena ci adeguiamo.  Così anche le nostre celebrazioni sono votate alla sicurezza e al rispetto per la propria e l'altrui salute e per questo ringraziamo i tanti volontari che ci aiutano a conseguire tutto ciò.

 

Siamo pieni di misericordia ma la strada per esprimerla in pieno è ancora tanto lunga…

 

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Lunedì, 01 Giugno 2020 07:25

Il vento del... cambiamento

Pastorano 31 Maggio 2020, a cura di don Vi.  

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Giovedì, 07 Maggio 2020 18:16

Si può aprire ciò che non si può chiudere

Pastorano Cappelle Matierno, 7 Magggio 2020 a cura di don Vi. «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via» (Gv 14,1-4).

E’ stato una sorta di tam tam veloce: “si apre…ecco il 18… evviva Gesù… si apre…ritorniamo…il decreto viva il decreto… la legge degli uomini…”

Per comprendere appieno il vero senso dell'aprire sono andato a leggere sul dizionario il suo significato, bene la parola aprire indica: “Spostare un elemento mobile che impedisce di accedere a un luogo o di vedere all'interno di qualcosa; dischiudere, disserrare: a. la porta, scostando i battenti (anche assol., spec. riferito alla porta di casa); a. la finestra, l'armadio; a. un baule, sollevando il coperchio; a. un cassetto, tirandolo a sé; a. una stanza, scostando i battenti della porta d'ingresso”.

Mi sono chiesto in questi giorni passati, tra una meditazione e una preghiera:

Esiste un elemento mobile che impedisca a noi di accedere a Dio?

Esiste un elemento reale che possa chiudere la porta della fede?

Esistono battenti talmente forti da precludere l’accesso all’Amore?

Esiste un baule particolarmente raro e speciale da racchiudere l’essenza stessa della creazione?

Se amassi le banalità e il populismo risponderei NO!

Ma la banalità e il populismo non sono indice di fede e di carità e questa equazione viene fuori dalle tante omelie di Papa Francesco ascoltate in queste mattine, che lui ha celebrato come sacerdote-diacono figlio della vera carità.

Le chiese sono chiuse quando all’essenza si contrappone l’esteriorità, alla grandezza della ricerca di Dio nell’altro si contrappone la mediocrità della ricerca del nostro io negli occhi dell’altro.  

La chiesa, casa di tutti, rimane chiusa quando invece che la carità si vuole fare propaganda, elencando numeri e volti persi nel vuoto.

No!

La chiesa non è mai stata tanto aperta come in questi giorni, poichè è stata aperta dalla voglia dei bambini di giocare con i propri genitori, forse per la "prima" volta.

La chiesa è stata aperta dalle tante coppie di sposi che hanno stretto i denti e hanno imparato a conoscersi.

La chiesa è stata aperta quando ha fatto “CARITAS”.

La chiesa è stata aperta quando ha pregato con Papa Francesco in una piazza vuota ma piena di volti e storie.

La chiesa è stata aperta quando tutti abbiamo capito che per vincere bisogna essere uniti senza nord-sud-est-ovest.

La chiesa è stata aperta quando abbiamo tutti pianto per i tanti morti: medici, infermieri, uomini e donne, laici o clero.

La chiesa è stata aperta sempre… forse i nostri cuori e la nostra fede un poco di meno, ma la bellezza è che Dio ci ama anche così.

Sicuramente apriremo fisicamente le nostre chiese, ma una domanda spero che vi farete nel vostro cuore: voglio somigliare al Samaritano che scendeva da Gerico o al Fariseo nel tempio?

 


Bollettino Caritas Parrocchiale

In questi giorni molti sono stati i gesti di carità concreta che da molti sono giunti alla nostra Caritas, abbiamo sentito la carezza di tutti voi sui nostri cuori affannati e di questo ringraziamo tutti indistintamente.

Il Comune di Salerno e l'assessorato alle politiche sociali.

La protezione civile.

A chi non vuole essere menzionato.

I tanti fratelli e figli della nostra comunità.

A chi ha tolto da sé per dare agli altri.

Alle "carriole" solidali.

Una menzione particolare, per l’accompagnamento e l’incoraggiamento ricevuto, va agli amici e fratelli del Rotary Est nella persona del presidente Carmine Nobile,  bisogna dire che con loro da tempo si è instaurata un'unità d'intenti molto bella e arricchente, fatta di dialogo, preghiera e solidarietà.  In questi giorni hanno voluto donare alla nostra comunità un sanificatore a spalla elettrico con relativo materiale sanificante con il quale abbiamo messo in sicurezza le nostre chiese.   

Di seguito alcune foto della sanificazione fatta oggi 

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Mercoledì, 26 Febbraio 2020 12:31

Disabilità e chiesa

Salerno 25 Febbraio 2020. Disabilità e chiesa incontro con suor Veronica Amata Donatello a cura di Anna Varricchio.   Martedì 25 Febbraio, alle ore 9.30, presso il Seminario Metropolitano “Giovanni Paolo II” in Pontecagnano Faiano si è svolto il ritiro del Clero con un intervento tenuto da Suor Veronica Amata Donatello, responsabile dell’Ufficio nazionale per la Catechesi delle persone disabili.  Il ritiro vista l’importanza del tema è stato aperto anche ai laici, in particolare agli insegnanti di religione e ai catechisti parrocchiali.

Di seguito una breve sintesi dell’incontro. 

Il titolo scelto per la catechesi è stato “la disabilità e la Chiesa”. Una catechesi “toccante”, oltre che interessante, che vedeva la relatrice, suor Veronica, coinvolta in prima persona, perché figlia e sorella di diversamente abili. Dapprima suor Veronica ci ha invitati a considerare che circa il 15% della popolazione è costituita da persone che vivono e sorridono alla vita avendo delle disabilità.  Per nascita o per infortuni sul lavoro… “gente invisibile”, costretta a vivere nella solitudine e considerata “a fatica persona”.  Suor Veronica ha sottolineato che la Chiesa “per essere credibile” è chiamata ad “essere ponte” per includere tali persone nella società.  Essa non deve adeguarsi alla cultura emergente che, come viene definita da Papa Bergoglio, è la “cultura dello scarto”.  E’ questa la sfida che dobbiamo cogliere e vincere.  Suor Veronica si è poi soffermata su 3 tipologie di pregiudizi che fungono da vere e proprie “barriere” per una logica integrazione.

1) IL PREGIUDIZIO COGNITIVO

Il disabile viene visto come “oggetto di cura” non come “soggetto”, non come persona che ha la sua dignità, e la disabilità viene erroneamente intesa come una “colpa, un castigo”. La domanda che il disabile è indotto a porsi è: “che male ho fatto?  Quale è il mio peccato?”.  La sofferenza viene vissuta nella sua accezione negativa, come una maledizione, mentre noi dovremmo vederli come “manifesta opera dell’Amore di Dio”. A lui bisogno lasciare i propri spazi; di sviluppare i talenti; di crescere armoniosamente e serenamente nella fede.  Se consideriamo poi l’ignoranza circa le varie tipologia di disabilità, la situazione non può che complicarsi.

2) IL PREGIUDIZIO RELIGIOSO

Ci sono domande come: “il disabile è un angelo?” Può peccare? Può ricevere i Sacramenti?”  E ancora: “Ha in sé una dimensione spirituale?  E fino a che punto?” Ancora una volta non lo si considera come una persona uguale alle altre.

3) IL PREGIUDIZIO COMUNITARIO

“O tutti o nessuno.” O la Chiesa accoglie tutti o è bene che chiuda.” (Papa Bergoglio).  Noi come Chiesa siamo chiamati ad accogliere tutti; a “stare con…”; “Essere presenza”; “ascoltare  il grido silenzioso di aiuto, di soccorso degli ultimi. E’ quello che ha fatto Gesù. E’ quello che Lui ci indica di fare: “Missione, si, ma partendo dagli ultimi!”

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Lunedì, 24 Febbraio 2020 22:02

Quaresima: tempo di vita

Pastorano-Cappelle-Matierno, Quaresima di vita 2020. A cura di don Vi.  «Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio» (2Cor 5,20), nel nostro anno parrocchiale Paolino, Papa Francesco ha così voluto intitolare il suo messaggio per la Quaresima 2020.  Papa Francesco ha scelto quattro pilastri per costruire il suo messaggio che sembrano sposarsi alla perfezione con la nostra realtà parrocchiale.

1. Il Mistero pasquale, fondamento della conversione: «Guarda le braccia aperte di Cristo crocifisso, lasciati salvare sempre nuovamente. E quando ti avvicini per confessare i tuoi peccati, credi fermamente nella sua misericordia che ti libera dalla colpa. Contempla il suo sangue versato con tanto affetto e lasciati purificare da esso. Così potrai rinascere sempre di nuovo» (Esort. ap. Christus vivit, 123)

2. Urgenza della conversione: L’esperienza della misericordia, infatti, è possibile solo in un “faccia a faccia” col Signore crocifisso e risorto «che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me» (Gal 2,20). Un dialogo cuore a cuore, da amico ad amico.

3. L’appassionata volontà di Dio di dialogare con i suoi figli: Il dialogo che Dio vuole stabilire con ogni uomo, mediante il Mistero pasquale del suo Figlio, non è come quello attribuito agli abitanti di Atene, i quali «non avevano passatempo più gradito che parlare o ascoltare le ultime novità» (At 17,21). Questo tipo di chiacchiericcio, dettato da vuota e superficiale curiosità, caratterizza la mondanità di tutti i tempi, e ai nostri giorni può insinuarsi anche in un uso fuorviante dei mezzi di comunicazione.

4. Una ricchezza da condividere, non da accumulare solo per sé: Mettere il Mistero pasquale al centro della vita significa sentire compassione per le piaghe di Cristo crocifisso presenti nelle tante vittime innocenti delle guerre, dei soprusi contro la vita, dal nascituro fino all’anziano, delle molteplici forme di violenza, dei disastri ambientali, dell’iniqua distribuzione dei beni della terra, del traffico di esseri umani in tutte le sue forme e della sete sfrenata di guadagno, che è una forma di idolatria.

Per tutto questo e per iniziare al meglio l'ennesimo cammino che ci porterà sotto la croce e innanzi alla pietra rotolata... vi aspettiamo mercoledì 26 Febbraio dalle ore 16.00 per le confessioni e alle ore 19.00 con la celebrazione liturigica e l'imposizione delle ceneri.

Vi lasciamo con la benedizione che Papa Francesco ha voluto dare per quest'inizio di Quaresima:

 

"Invoco l’intercessione di Maria Santissima sulla prossima Quaresima, affinché accogliamo l’appello a lasciarci riconciliare con Dio, fissiamo lo sguardo del cuore sul Mistero pasquale e ci convertiamo a un dialogo aperto e sincero con Dio. In questo modo potremo diventare ciò che Cristo dice dei suoi discepoli: sale della terra e luce del mondo (cfr Mt 5,13-14)".

 

 

 

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