PRIMA DOMENICA DI AVVENTO DI CARITA'

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Pastorano 25 Novembre 2019 a cura di don Vi. Una famiglia in cammino,  per le vie del mondo,  ieri come oggi. Nel centro  il frutto dell’amore, ai lati le colonne della fede, poi il vuoto, l’assenza, la polvere. 

Breve commento in chiave caritatevole del Vangelo della prima domenica di Avvento.

Vegliare in chiave caritatevole significa non perdere di vista il fratello che soffre, è vegliare sui suoi sogni, sulle sue tante aspirazioni.  Vegliare è prendere il suo respiro e cullarlo sulle note del Vangelo.  Dobbiamo vegliare non per una nostra egoistica voglia di “avere”,  di possedere il cuore di qualcuno, mostrando i poveri come un trofeo, giocando sui numeri dei tanti che vengono nelle nostre mense, nei nostri centri di ascolto.  Vegliare è essere vigili nel vedere la figura di Gesù nelle speranze, nei sogni (dove non ci sono più privazioni, dove tutti siamo trattati da uomini veri), nei sorrisi.   Vegliare è guardare negli occhi l’altro, è entrare nel suo cuore, mimetizzarsi con le sue paure e aiutarlo a viverle e vincerle.  Avvento, un sogno che diventa realtà, solo se contemplando amiamo e amando agiamo. 

Attesa, Avvento, Amore: che il nostro inizio sia Speranza per tutti .  AUGURI  

AUGURI PER IL PRIMO  NATALE

Auguri Monsignor Bellandi per il suo primo Natale tra noi.  È entrato nella vita della nostra Arcidiocesi portando una ventata di calore e di affetto.  Possano i cuori da lei toccati avere sempre riparo e ristoro. 

SPUNTI PER LA PREGHIERA

Per tutti i volontari della caritas, affinché sappiano vedere nell’altro il volto di Cristo e essere per loro il Cireneo che li accompagna per un tratto di strada, preghiamo

Per tutti coloro che vivono un momento di bisogno affinché non si abbandonino alla disperazione e alla rassegnazione, preghiamo 

 «La speranza dei poveri non sarà mai delusa» ( Sal 9,19).  

[…]   La condizione dei poveri obbliga a non prendere alcuna distanza dal Corpo del Signore che soffre in loro. Siamo chiamati, piuttosto, a toccare la sua carne per comprometterci in prima persona in un servizio che è autentica evangelizzazione. […] L’impegno dei cristiani, in occasione di questa Giornata Mondiale e soprattutto nella vita ordinaria di ogni giorno, non consiste solo in iniziative di assistenza che, pur lodevoli e necessarie, devono mirare ad accrescere in ognuno l’attenzione piena che è dovuta ad ogni persona che si trova nel disagio. Questa attenzione d’amore è l’inizio di una vera preoccupazione per i poveri nella ricerca del loro vero bene. Non è facile essere testimoni della speranza cristiana nel contesto della cultura consumistica e dello scarto, sempre tesa ad accrescere un benessere superficiale ed effimero. È necessario un cambiamento di mentalità per riscoprire l’essenziale e dare corpo e incisività all’annuncio del regno di Dio. […]A volte basta poco per restituire speranza: basta fermarsi, sorridere,  ascoltare.  […] La condizione che è posta ai discepoli del Signore Gesù, per essere coerenti evangelizzatori, è di seminare segni tangibili di speranza […].                                           

 Papa Francesco

 

 

 

Ultima modifica il Lunedì, 25 Novembre 2019 14:13

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