Pietro, l'Amore di Cristo ti spinge!

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Di seguito l'intervento integrale del nostro carisssimo Pietro Rossini durante la giornata d'apertura della Mission Cup 2018.

Parma, 11 ottobre 2018

Carissimi amici e amiche della Parrocchia di San Felice, San Giovanni e Madonna di Lourdes, sono molto contento di aver avuto l’occasione di essere in collegamento con voi durante la serata di apertura della Mission Cup 2018. Ricordo la Mission Cup come un evento importante che ha segnato la mia adolescenza in modo permanente. La bellezza di veder riuniti tanti giovani di parrocchie e realtà diverse per condividere insieme un torneo che sa di missionario era qualcosa di insolito per me quando avevo solo 14-15 anni. La Mission Cup era espressione dello spirito missionario che albergava nella nostra comunità, era la punta di un iceberg che sotto sotto, nascondeva molto di più. Prego il Signore che non faccia mai spegnere questo fuoco che ha acceso nelle chiese della nostra parrocchia. Vengo ora a quello che ho cercato di trasmettervi ieri sera: mi è dispiaciuto che per via di problemi tecnici non siamo riusciti a creare una relazione, ma allo stesso modo sono stato contento di poter “essere con voi” in un momento così bello per la nostra comunità. Nel video che avete potuto vedere (per chi non era presente lo trovate al link: https://tinyurl.com/yaykg633) si mostra lo spirito che viviamo come Missionari Saveriani nelle nostre comunità internazionali: il sogno del nostro Fondatore, San Guido Maria Conforti, era quello di “Fare del mondo una sola Famiglia in Cristo”. Proprio questo sogno ci ha portato ad essere presenti in ben 25 paesi diversi e a vivere sempre in comunità interculturali. Quella dove mi trovo attualmente conta 12 studenti e 3 padri, siamo di 6 nazionalità diverse e condividiamo tutto, non solo i beni materiali ma la vita e la quotidianità. Sperimentiamo che quel sogno del nostro Fondatore non era poi così utopico ma si respira già come una realtà visitando qualche nostra casa. Questo rappresenta una sfida per noi oggi, in una società dove la diffidenza, il disprezzo, la paura e se non addirittura l’odio nei confronti del diverso viene proposto continuamente e addirittura sta tentando di diventare legge (vd. Decreto Salvini). Oggi più che mai le nostre comunità internazionali sono testimonianza invece che insieme si può vivere e anzi insieme è meglio! “La paura non è mai una buona consigliera” diceva Sant’Ignazio di Loyola, essa ci porta sempre a ricercare la nostra sicurezza, a chiuderci nel nostro egoismo e così poco a poco moriamo perché come persone noi siamo fatti per essere in relazione e senza di questa, è come se ci venisse a mancare l’aria, basta continuare su questa strada per vederne gli effetti che si riscontrano oggi nella nostra società: tristezza, disperazione, angoscia, depressione… tutto perché ci siamo negati di incontrare l’altro! Tutto per paura che l’altro mi tolga i miei spazi, il mio tempo, le mie abitudini, le mie sicurezze… le mie, le mie, le mie! Finchè usiamo questa parola, “mio”, allora possiamo “dubitare con certezza” che non siamo liberi, perché la vera libertà non è fare ciò che vogliamo ma vivere pienamente quello che siamo! È proprio in quest’incontro con l’altro diverso da me che si comprende chi siamo realmente! Non possiamo conoscere il nostro volto se non ci specchiamo in qualcosa e l’altro diventa lo specchio in cui riconosciamo la nostra identità più profonda! È così che si annuncia il Vangelo! Spesso abbiamo concepito quest’annuncio come qualcosa di unilaterale, ossia soltanto il “missionario” sarebbe colui che ha qualcosa da dare all’altro che viene considerato come “uno che non sa”, “uno a cui manca qualcosa”. Ma la missione oggi non può essere più intesa in questo modo, possiamo dire che la missione non è opera del missionario, ma è azione di Dio stesso: è proprio il risultato di quest’incontro con qualcuno che ha qualcosa da donarmi, anzi che è lui stesso dono per me ed io sono dono per lui. In questo dono reciproco, insieme, incontriamo Dio che è Amore! Questa è la missione! Questo è il cristianesimo! Questa è la nostra fede! Per questo tutto quello che proviene dalla paura, tutto quello che ci porta a ricercare la nostra sicurezza, tutto quello che ci porta a vedere l’altro come un nemico, tutto quello che nega la possibilità di quest’incontro… NON VIENE DA DIO E NON CI RENDE LIBERI, ma schiavi del nostro egoismo che ci porta a vivere in comunità chiuse che non aprendo mai le porte prima o poi rischiano di ammalarsi. In una società che “chiude i porti” e che “costruisce muri” come cristiani siamo chiamati a seguire l’esempio di Gesù, che ha scelto di identificarsi con gli ultimi, i deboli, i poveri e i più fragili della società… guardiamo al Crocifisso e ci accorgeremo che assomiglia di più ad un migrante bagnato e sporco che arriva con un barcone, piuttosto che a un politico profumato che per avere consensi attira le persone a sé gettando odio sui più deboli, su coloro che non hanno voce e non hanno diritti! Noi cristiani dobbiamo essere la loro voce e batterci per i loro diritti! Perché la missione non è soltanto qualcosa di geografico, ma è un movimento interiore che ci porta verso l’altro e così insieme possiamo costruire il Regno di Dio, un Regno che inizia ed è presente già su questa Terra, dove non trovano posto la paura, le ingiustizie, la violenza e la morte! Che la Mission Cup possa essere segno di quest’accoglienza! Ma non solo la Mission Cup, che le nostre comunità diventino segno profetico di un Regno che non segue la logica di questo mondo, un Regno dove tutti possiamo “ballare ciascuno la propria danza”, come dicono i mistici dell’Oriente. Un Regno dove l’unica legge da seguire è l’Amore! Vi ricordo nelle mie preghiere, conto anche sulle vostre, e che Maria Madre di Gesù e Madre nostra possa guidare i nostri passi sui passi di suo Figlio. Buon cammino. Uniti nella preghiera.

Pietro Rossini, sx “L’amore di Cristo ci spinge!” (1Cor 5,14)

Ultima modifica il Martedì, 23 Ottobre 2018 07:08

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